Giovedì 17 Gennaio 2019 | 04:13

Biancorossi in serie D

Bari, girone con siciliane e calabresi
Il 9 settembre la sfida contro il Bitonto

L'intervista al sindaco del capoluogo Antonio Decaro: «Con De Laurentiis si litiga, ma l’importante è che riesca a riportare il Bari in alto»

Bari, girone infernale con siciliane e calabresiIl 9 settembre la sfida contro il Bitonto

Non ha mai dovuto rispondere a tante sollecitazioni sportive come in questo periodo, il sindaco Antonio Decaro. Un percorso lungo, tortuoso, finanche «scivoloso» per via di quegli inevitabili collegamenti alla sua attività politica, talvolta subdoli e strumentali. Dalla scelta di Aurelio De Laurentiis, che ha riscosso consensi quasi unanimi nel mondo biancorosso, a quel bussare alla porta del «Palazzo» nel tentativo di rivendicare i diritti e le legittime aspirazioni di una città che, per bacino di utenza, storia e passione, sarebbe da serie A, altro che D. Con la pubblicazione dei gironi, il Bari se la vedrà con siciliane, calabresi e una sola lucana, si chiude una sorta di percorso comune tra il mondo del calcio e quello politico-amministrativo.
Sindaco, ha dato un’occhiata alle squadre che proveranno a complicare i piani del Bari?
«Sensazione strana. Ho letto nomi di squadre di cui ignoravo letteralmente l’esistenza. Per fortuna siamo nell’epoca di Internet e con il computer si riesce a sopperire a certe mancanze. Che dire? Conosco Messina, altra piazza storica. E poco altro. Turris, Nocerina, Acireale».
Come valuta la scelta della Lega Dilettanti?
«L’inserimento del Bari in quel raggruppamento è stato determinato solo da ragioni di ordine pubblico. Abbiamo una tifoseria che non lascia mai sola la squadra ed è ovvio che la distanza geografica funzioni come deterrente. In serie D non esistono macchine organizzative che possano essere minimamente paragonabili a quelle del calcio professionistico».
La tifoseria non l’ha presa benissimo. Dopo lo «schiaffo» della mancata iscrizione alla serie B si aspettavano una soluzione diversa.
«Sicuramente i tifosi baresi sono stati penalizzati. Ma non è stato il calcio a decidere. La Lega Dilettanti ha preso atto delle valutazioni fatte dagli organismi competenti in materia di sicurezza. Le abbiamo tentate tutte insieme al patron De Laurentiis. La lettera che ho inviato alle istutuzioni del calcio aveva proprio quella finalità. Preservare la storia e la tifoseria di una città come Bari».
Lei che, ormai, frequenta spesso De Laurentiis come pensa che l’abbia presa?
«Temo che, da un momento all’altro, possa arrivare qualche sua esternazione in merito...».
A proposito, nell’ultima chiacchierata ci aveva raccontato di un’altra litigata con il patron biancorosso. Tutto risolto?
«Sì. Ma con lui ogni volta c’è un motivo per litigare. Ma no problem, ho spalle larghe. L’importante è che De Laurentiis riesca a riportare il Bari in alto. Le questioni amministrative hanno sempre una soluzione. Ho detto ai suoi colleghi di Radio Selene che spero di non essere il destinatario di un’altra lettera pubblica come quella dedicata al mio collega De Magistris. Però una cosa posso dirla. Ho imparato a rispondere. Dopo 14 anni... (e giù una risata, ndr)».
E la questione «San Nicola» a che punto è?
«Stiamo optando per un affidamento temporaneo in attesa di un bando vero e proprio. Con De Laurentiis c’è un vecchio accordo che risale ai tempi delle lettere di intenti per rilevare il Bari. Il club si accolla la gestione ordinaria, il Comune quella straordinaria».
Quali sono le cifre?
«Diciamo attorno ai 250 mila euro, tra manutenzione e utenze. Un’enormità per un campionato come quello di serie D. Ma lo stadio è quello e ha costi molto alti».
Lei ha visto De Laurentiis in queste ore. Come le è parso?
«Molto deciso, attivissimo. Sta incontrando anche imprenditori locali in modo da mettere su una macchina competitiva a 360 gradi. A distanza di un mese non sono pentito della scelta. Sono in campagna elettorale e avrei potuto scegliere qualcuno del tessuto locale. Però ho preferito andare sul sicuro per il progetto calcistico. Litigherò spesso con De Laurentiis, lo so. Ma è un dazio che devo pagare. Ai tifosi avevo promesso una scelta in tal senso. Ma non dimentico la disponibilità degli imprenditori baresi. A loro ho dovuto anche chiedere scusa dopo averli ringraziati per aver risposto al mio appello. Ora, però, pensiamo al campo. Non sarà facile in D. Ma noi siamo il Bari. E nessuno dovrà dimenticarlo».

(di Davide Lattanzi)

Il Bari torna al «San Nicola». Ieri pomeriggio la giunta comunale ha approvato la delibera per autorizzare la concessione in uso al club della famiglia De Laurentiis, in via temporanea e provvisoria, sino al 31 dicembre, e comunque non oltre il termine della stagione calcistica ‘18/’19, dello stadio e dell’antistadio. Il club provvederà alla custodia, alla manutenzione ordinaria dell’impianto, nonché alle utenze. Al contempo, si lavorerà ad una convenzione più organica che prevedrà la promozione e organizzazione di attività sociali per la promozione dello sport. Alla delibera seguirà la convenzione per la disciplina della concessione in uso che sarà siglata dalle parti nei prossimi giorni. Dovrebbero essere, inoltre, superati anche gli ultimi intoppi di tipo organizzativo: preoccupava, infatti, il fatto che il software di attivazione dei tornelli di ingresso fosse di proprietà della Fc Bari (ora in liquidazione), tuttavia tale strumentazione è da ritenersi pertinenza dello stadio, non del privato. Perciò, la società che si occuperà del ticketing (la Ticket One) dovrebbe poterlo utilizzare liberamente. Il Bari, dunque, potrà lavorare in sededal 4 settembre per preparare l’esordio stagionale che coinciderà con il turno preliminare di Coppa Italia di D, domenica 9 settembre alle 15, contro il Bitonto.

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