Mercoledì 10 Agosto 2022 | 11:04

In Puglia e Basilicata

Il club sull'orlo del fallimento

Bari, a vuoto una possibile offerta: serie D dietro l'angolo.
Ma spunta un piano B
per ripartire dalla C

Bari, una dopo l'altra: si dimette Biga E in citta spuntano gli striscioni«Imprenditori salvate la Bari»

Uno degli striscioni esposti a Bari dagli ultras (foto Luca Turi)

Ipotesi difficile ma non impossibile: il commissario Figc, per la moria di iscrizioni, potrebbe autorizzare lo sbarco in C evitando la D. Oggi lo strappo nel cda anche dell'avvocato Biga

Una serie di striscioni per chiedere agli imprenditori della città di salvare il Bari calcio sono stati esposti dagli ultras del Bari, i Seguaci della Nord, in più zone della città

13 Luglio 2018

Nicola Pepe

BARI - Alla fine anche i due potenziali contatti interessati all'operazione Bari avrebbero issato bandiera bianca e si sarebbero ritirati. La mediazione del sindaco di Bari, che a quanto pare aveva portato all'individuazione di due possibili soggetti imprenditoriali, si è infranta evidentemente contro il muro del socio di maggioranza che evidentemente non intende arrendersi totalmente. Tutto questo accade mentre le lancette dell'orologio scorrono inesorabilmente avvicinandosi alla fatidica data di lunedì 16 luglio: se alle 18 il Bari non avrà 3 dei 4,6 milioni necessari per la ricapitalizzazione, un minuto dopo fallirà. Sia pure con grande rammarico, come conferma il nostro sondaggio on line (Meglio ripartire da zero?), la maggioranza dei tifosi (oltre il 65%) preferisce ricominciare da zero.

BIGA SE NE VA, FATTI GRAVI - Intanto la governance della società ha perso un altro pezzo oggi con la formalizzazione delle dimssioni, dal cda, dell'avv. Francesco Biga, già consulente del presidente Cosmo Giancaspro. Sullo sfondo ci sarebbero motivazioni molto pesanti. le dimissioni - specificate in una nota - arrivano «a seguito degli insanabili contrasti insorti all’interno dell’organo sociale in relazione all’esecuzione della delibera dell’Assemblea straordinaria dei soci del 15 giugno 2018, alla persistente mancanza dei chiarimenti richiesti in ordine alla verbalizzazione delle riunioni tenutesi in data 9-11 luglio 2018 ed al venir meno di ogni ragione idonea a giustificare la sua ulteriore permanenza nell’ufficio». Le dimissioni decorrono da oggi: Biga era stato nominato nel cda con delibera dell’assemblea ordinaria dei soci del 23 febbraio 2018. Ma le frizioni di Biga con il socio di maggioranza erano già emerse martedì quando lo stesso professionista aveva minacciato di lasciare. E la Gazzetta, nell'edizione in edicola sabato, racconta una serie di particolari su tale vicenda.

L'APPELLO AGLI IMPRENDITORI - Intanto, una serie di striscioni per chiedere agli imprenditori della città di salvare il Bari calcio sono stati esposti dagli ultras del Bari, i Seguaci della Nord, in più zone della città teli con scritto «Imprenditori salvate la Bari». Critiche feroci anche all’attuale presidente Cosmo Giancaspro. Uno striscione è stato esposto anche davanti a Palazzo di Città, dove il sindaco Antonio Decaro è impegnato nel sensibilizzare l’imprenditoria locale in vista di un intervento di salvataggio del club. Per salvare il Bari servono 3 milioni di euro pari al 70% delle quote inoptate di aumento del capitale sociale (di complessivi 4,6 milioni) che qualche Cavaliere bianco, dovrebbe farsi carico unitamente ai debiti e ai contenziosi della società oltre alla presenza dell'attuale patron, Giancaspro, che resterebbe con un azionariato pari a circa il 30%.

Nel frattempo la Covisoc ha esaurito la sua istruttoria sulla documentazione relativa alle iscrizioni al prossimo campionato: al Bari sono state riscontrate lacune che, tuttavia, sarebbero sanabili proponendo ricorso entro le 19 del 16 luglio, a patto, ovviamente, di completare la ricapitalizzazione che colmerebbe ogni eventuale lacuna relativa ai parametri di bilancio, nonché ai contributi relativi al trimestre marzo-maggio 2018.

IL PIANO B PER RIPARTIRE DALLA C - Senza capitali freschi, e senza il miracolo, la ripartenza dalla serie D sembra ormai inevitabile. Uno o eventuali nuovi soci dovrebbero farsi carico di una situazione debitoria, pur in presenza di asset attivi della società, senza escludere la presenza di un socio - al 30% quale è l'attuale presidente Giancaspro - da più di uno considerato un ostacolo. A ciò si aggiunga la partenza del campionato con 6-8 punti di penalizzazzione. Ma c'è chi in queste ore intravede un piano B, per arrivare in C senza finire nella D. E' una ipotesi di cui si parla insistentemente ma che allo stato non troverebbe alcuna conferma. Si tratterebbe di una sorta di «lodo Bari» - come accaduto in passato per il Napoli (lodo Petrucci) - che potrebbe trovare un suo fondamento nella attuale situazione di carenza di iscrizioni al campionato di serie C. Per fare questo servirebbe un provvedimento ad hoc del commissario straordinario della Figc, motivato da un parere legale e supportato da una richiesta del sindaco (cui andrebbe il titolo in caso di fallimento) o di altri rappresentanti istituzionali, che autorizzi l'iscrizione della squadra in C. 

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