Gare da oltre 17 milioni di euro da bandire entro la fine dell’anno per realizzare le opere necessarie a rallentare il fenomeno dell’erosione costiera. I progetti, finanziati dal Contratto istituzionale di sviluppo Brindisi-Lecce, sono seguiti dalla Sogesid, partecipata del ministero dell’Ambiente che, nel suo documento di fattibilità degli interventi, ha messo nero su bianco il rischio che alcune delle spiagge più belle e frequentate del litorale possano scomparire.
La situazione sulla costa nord di Brindisi è talmente compromessa che, oltre a problemi di fruibilità dei lidi, sussistono anche pericoli per la sicurezza degli automobilisti. È il caso del tratto tra Giancola e Torre Testa (sono previsti lavori per 1,8 milioni di euro), dove la viabilità è fortemente condizionata dal cedimento di parte del sedime. La priorità di questo intervento è dettata dal fatto che «si è verificato un significativo arretramento del margine della falesia, con rischio concreto di crollo e compromissione della sede stradale», scrive Sogesid. In particolare, tra il 2005 e il 2008 si è registrato un «repentino arretramento della spiaggia con perdita netta di oltre 38.000 metri quadri». Il progetto prevede «un intervento integrato con paratia in cemento armato, protezione della falesia con geogriglia chiodata e scogliera radente in massi naturali». Sogesid ha presentato il progetto di fattibilità tecnico economica, pertanto il dirigente del settore Lavori pubblici, Fabio Lacinio, ha convocato la conferenza di servizi per ottenere i pareri dei vari enti. Parallelamente è stata avviata la procedura di assoggettabilità alla Via. Il Comune spera che le procedure si concludano entro giugno, così da bandire la gara e procedere con l’aggiudicazione dei lavori entro dicembre, termine ultimo fissato per i progetti Cis, pena la perdita del finanziamento. Contestualmente, vanno avanti i progetti per dotare di frangiflutti le aree più esposte al fenomeno erosivo e per attuare interventi di mitigazione del rischio geomorfologico delle falesie nella riserva di Torre Guaceto (il finanziamento è di 1,2 milioni). Se nel primo caso i progetti sono stati redatti dalla Sogesid, nel secondo l’affidamento è in capo allo studio Cotecchia. Il progetto definitivo-esecutivo era già nella disponibilità del consorzio di Torre Guaceto, che l’ha ceduto al Comune. Pertanto, su tale intervento l’iter è in stato più avanzato. Tuttavia, l’Autorità di bacino ha chiesto al Comune di coordinare questo progetto con quello della Sogesid sul resto del litorale nord brindisino. I 16 milioni a disposizione dovrebbero essere impiegati, stando alle indicazioni della partecipata del ministero dell’Ambiente, per la realizzazione di dighe con frangiflutti in località Case bianche, sulla strada per Sbitri per 500 metri e nel primo tratto a nord della zona di Apani-Guna Beach per 200 metri. Sogesid indica come lavori ad alta priorità quelli da effettuare sul segmento tra Santa Lucia e Posticeddu, dove con 359 mila euro si punta al ripristino del sistema dunale con percorsi pedonali per la discesa a mare, alla riprofilatura della falesia con scogliera radente e alla rimozione di materiali di diversa natura da conferire a discarica. Alta priorità anche per la falesia di Boa Gialla, i cui faraglioni - salvo il reperimento di ulteriori risorse - sono destinati a scomparire: con 757 mila euro si immagina di contenere il «vistoso arretramento» mediante «riprofilatura del pendio con inserimento di palizzate e la realizzazione di viminate, oltre alla posa in opera di geostuoia in fibra naturale di juta rinverdita e rimboschimento».















