Martedì 17 Febbraio 2026 | 16:44

Brindisi, maltrattava e minacciava la madre anziana e il cognato: a giudizio un 49enne

Brindisi, maltrattava e minacciava la madre anziana e il cognato: a giudizio un 49enne

Brindisi, maltrattava e minacciava la madre anziana e il cognato: a giudizio un 49enne

 
Brindisi, maltrattava e minacciava la madre anziana e il cognato: a giudizio un 49enne

La sede del tribunale di Lecce

Tra i fatti più gravi quello della scorsa estate, quando, rientrato a casa, avrebbe lanciato piatti e bicchieri, per poi colpire la madre al volto e al petto, provocandole lesioni evidenti e una significativa perdita di sangue

Martedì 17 Febbraio 2026, 13:40

Spingeva il cognato contro la doccia mentre si stava radendo, facendolo cadere, e lo minacciava di sfregiarlo. Alla madre, 74 anni e invalida al cento percento, avrebbe imposto un clima di paura quotidiana fatto di richieste di denaro per acquistare alcolici, scatti d’ira, oggetti lanciati e aggressioni fisiche culminate in lividi, graffi e perdita di sangue. È questo il quadro che approderà oggi davanti al gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, nell’udienza fissata per discutere la richiesta di giudizio abbreviato. L’uomo, 49 anni, di Brindisi, è attualmente detenuto nel carcere di Lecce. Nei suoi confronti la Procura contesta maltrattamenti aggravati, lesioni personali e minacce, con l’aggravante dell’abituale ubriachezza e della particolare vulnerabilità delle persone offese. Secondo gli atti, la convivenza sarebbe stata segnata da episodi ripetuti di violenza, spesso scatenati dal rifiuto della madre di consegnargli denaro. Le condotte descritte delineano una quotidianità familiare segnata da tensione costante, in cui la casa si sarebbe trasformata da luogo di protezione a spazio di sopraffazione.

Tra i fatti più gravi, quello del 26 agosto 2025, quando – rientrato a casa in evidente stato di alterazione alcolica – avrebbe lanciato piatti e bicchieri, per poi colpire la madre al volto e al petto, provocandole lesioni evidenti e una significativa perdita di sangue. Un episodio che, per l’accusa, rappresenta il culmine di una serie di maltrattamenti protratti nel tempo.

L’avvocato Chiara Dadamo, difensore di fiducia, con la richiesta del rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica ha sostenuto la necessità di accertare lo stato mentale dell’uomo al momento dei fatti, ritenendo indispensabile verificare la sua capacità di intendere e di volere e l’eventuale presenza di disturbi che possano aver inciso sulla condotta.

La camera di consiglio convocata oggi dal gip Testi ha proprio questo obiettivo: valutare l’ammissibilità del rito abbreviato e decidere se accogliere la condizione posta dalla difesa, cioè la perizia psichiatrica medico-legale. Il giudice deve stabilire se vi siano i presupposti per procedere con il rito alternativo, che in caso di condanna comporta una riduzione di pena, e se l’accertamento clinico richiesto sia necessario per una corretta ricostruzione della responsabilità penale.

La decisione è attesa nelle prossime ore. Se la perizia verrà ammessa, il procedimento entrerà in una fase tecnica delicata, con la nomina di un medico legale e la calendarizzazione degli accertamenti. In caso contrario, il giudizio abbreviato potrebbe essere ammesso senza condizioni oppure rigettato, con un possibile rinvio al dibattimento ordinario. Fabiana Agnello

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