Cinque persone compariranno davanti al tribunale di Brindisi per il maxi incendio che il 22 novembre 2024 devastò un deposito di rifiuti nella zona industriale e raggiunse un’azienda confinante. Il gup Vittorio Testi ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque imputati, appartenenti alle società Tmm Demolizioni e Bri Ecologica, accogliendo la richiesta dei pm Paola Palumbo e Alfredo Manca, oggi in servizio rispettivamente a Bari e Lecce. L’indagine ricostruisce la gestione dei rifiuti nei due siti e le ore in cui le fiamme si propagarono senza controllo, evidenziando criticità strutturali e organizzative. Gli imputati sono Manuela Milano (45 anni), amministratrice della Bri Ecologica; Cosimo Roma (48), procuratore speciale e responsabile tecnico; Danilo Conte (30), operaio; Giorgia Chianura (32), legale rappresentante della Tmm; Gennaro Antonio Cannone (36), gestore di fatto. Per Chianura e Cannone l’accusa è di incendio colposo: nel deposito Tmm erano presenti circa 2.000 tonnellate di rifiuti, tali da superare il confine con l’azienda vicina, e sarebbero mancati interventi immediati per contenere il rogo. Milano e Roma rispondono invece di violazioni al Testo Unico Ambientale: nel sito di Bri Ecologica sarebbero stati stoccati rifiuti speciali non pericolosi in modo non conforme e oltre i limiti autorizzati (772 tonnellate contro 525). Conte è accusato di incendio doloso per aver appiccato un secondo focolaio mentre il primo incendio era ancora in corso, insieme a un uomo rimasto non identificato.
Il rogo partì da via Newton, all’interno di un’area di stoccaggio dove erano accatastati rifiuti plastici, materassi, legname, mobili dismessi e balle pressate. Il vento di scirocco, già intenso dalle prime ore del mattino, alimentò rapidamente le fiamme, che nel giro di poco tempo generarono una colonna di fumo nero visibile da chilometri, fino al centro città e ai comuni limitrofi.
La zona industriale fu chiusa e alcune aziende vennero evacuate per precauzione, mentre carabinieri e polizia locale presidiavano gli accessi per evitare ulteriori rischi. I vigili del fuoco lavorarono senza sosta per oltre 48 ore, con turnazioni continue e mezzi speciali impiegati per raggiungere i cumuli di rifiuti ancora incandescenti. Il vento continuava a riattivare focolai già domati, rendendo necessario un presidio costante anche nella notte. Le esalazioni resero l’aria pesante e i rilievi dell’Arpa registrarono picchi di Ipa e Pm10, confermando la gravità dell’impatto ambientale. Il sindaco Giuseppe Marchionna emanò un’ordinanza urgente rivolta ai residenti di Perrino, Villaggi San Paolo e San Pietro, invitando a limitare le attività all’aperto e a tenere chiuse porte e finestre fino al rientro dei valori.
Il processo inizierà il 22 settembre davanti al tribunale di Brindisi in composizione monocratica. A difendere gli imputati saranno gli avvocati Karin Pantaleo, Antoniovito Altamura, Angelo Prete e Vincenzo Farina.
















