Presunti favoritismi per caldeggiare l’ingresso di nuove unità di vigili provenienti da altri Comuni, in barba a una graduatoria comunale ormai scaduta o, secondo alcuni, volutamente lasciata scadere. Il caso politico sollevato dagli esponenti del Partito democratico scuote Palazzo di città. A lanciare l’esca è stato Oreste Pinto, dirigente del Pd ed ex assessore comunale, a seguito di uno scambio social tra esponenti della maggioranza e dell’opposizione. «A Brindisi, pur in presenza di una grave carenza di agenti di polizia locale, si è lasciata scadere - ha denunciato Pinto - la graduatoria comunale, rivendicando come soluzione migliore l’ipotesi di assumere personale attingendo direttamente dalle graduatorie di altri Comuni, sulla base di criteri legati alla provenienza territoriale e, di fatto, alla conoscenza personale dei candidati. Il dibattito sulle modalità tecniche di reclutamento scivola su un terreno molto più grave: quello dell’ammissione, neppure troppo velata, di una logica ad personam nella gestione delle assunzioni pubbliche». Accuse forti.
Il dem si rivolge idealmente al sindaco Pino Marchionna e all’assessore al Personale, Daniela Maglie: «È vero che a Brindisi si lasciano decadere graduatorie valide per poter scegliere direttamente, ad personam, da altri enti? È questa la vostra idea di selezione del personale: privilegiare una scelta soggettiva, chi si conosce, rispetto a chi ha superato un concorso del Comune? Perché se la risposta fosse sì, il problema non sarebbe più soltanto la carenza di organico della polizia locale. Il problema sarebbe la concezione stessa dell’istituzione, ridotta a ufficio di collocamento politico».
Tonio Orefice, comandante della polizia locale, nelle scorse ore aveva messo in evidenza l’insufficienza di un organico gravemente sottodimensionato rispetto alle esigenze della comunità. Così, il tema è diventato oggetto di discussione politica. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Cesare Mevoli, sul suo profilo Facebook non ha usato giri di parole, sposando la linea del ricorso alla mobilità: «A Nardò il sindaco in due anni assume 17 nuovi agenti, mentre a Brindisi alcuni consiglieri comunali firmano un documento, rispondendo all’allarme del comandante della polizia locale, suggerendo di dare luogo ad almeno un paio di assunzioni veloci tramite graduatorie di Comuni vicini e/o mobilità, e bisogna discutere con chi, per partito preso, si oppone a questa richiesta. La differenza tra Comune e Comune sta tutta nelle persone». Da qui la replica al vetriolo del capogruppo del Pd Francesco Cannalire: «La vostra richiesta è tardiva e strumentale - dice a Mevoli -. Avete fatto scadere la graduatoria del Comune di Brindisi non più tardi di un mese fa. Scrivere queste cose oggi appare più una provocazione per equilibri interni al centrodestra. La sicurezza non si fa a parole ma con i fatti. Ci vedremo in Consiglio con la solita nostra proposta di potenziare il corpo della polizia locale di Brindisi e sarò curioso di verificare come vi porrete anche questa volta».
Il sindaco preferisce non entrare nella polemica e resta sul merito delle future assunzioni: «Lo scorso anno abbiamo assunto nove vigili urbani come risposta immediata alle necessità di servizio. Il piano assunzionale per il 2027 già approvato dalla Cosfel prevede ulteriori cinque assunzioni di vigili urbani. Ricordo che siamo un Comune in predissesto e che possiamo assumere solo per sostituire il personale che va in pensione». Intanto, l’Anci è in pressing sul Governo affinché adotti provvedimenti che consentano di incrementare il numero di vigili nei comuni capoluogo.
















