Il parco di Punta del Serrone è oramai terra di nessuno. Così alcuni cittadini facenti parte dell’associazione «Brindisi pedala e cammina» hanno presentato un esposto per utilizzo abusivo e danneggiamento dell’area naturalistica al Comune, ai Carabinieri forestali, alla Capitaneria di porto, alla Regione, alla Soprintendenza e per conoscenza alla Prefettura.
Nell’esposto viene segnalata una grave situazione di degrado ambientale e violazione delle norme nel Parco di Punta Penne-Punta del Serrone. L’area è dotata di recinzione in legno, la quale tuttavia risulta smontata in più punti, con elementi rimossi o danneggiati, rendendo inefficace la funzione di delimitazione e tutela del sito. Tale manomissione ha consentito a numerosi bagnanti, diretti agli adiacenti lidi, di accedere abusivamente con i propri veicoli - rilevano gli associati - e sostare all’interno dell’area protetta, trasformandola di fatto in un parcheggio non autorizzato. Le soste illegittime avvengono in prevalenza nel pomeriggio, con presenza massiccia nei fine settimana. Va sottolineato come le auto vengano parcheggiate fin sopra agli scogli, senza che il Comune faccia nulla per ripristinare la recinzione o quantomeno sanzionare gli incivili.
L’associazione «Brindisi pedala e cammina» ha inoltre riscontrato l’abitudine di abbandonare rifiuti nell’area, con evidenti danni ambientali. Anche in questo caso, la risposta delle istituzioni risulta pressoché nulla.
L’area, oltre al suo valore ambientale e paesaggistico, riveste una straordinaria importanza storico-archeologica e culturale, in quanto: nello specchio d’acqua antistante sono stati ritrovati i celebri Bronzi di Punta del Serrone, databili tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C.; è presente la storica torre di avvistamento costiero di Punta Penne (che purtroppo non versa in buono stato di conservazione), costruita nel XVI secolo sotto il Regno di Napoli come parte del sistema difensivo contro le incursioni saracene e ottomane; è situata nelle immediate vicinanze anche la Batteria Menga, risalente al periodo della Seconda guerra mondiale, oggetto di un progetto di restauro e riqualificazione attualmente sospeso e parte delle installazioni difensive della Marina Militare a protezione del porto di Brindisi.
Nella denuncia l’associazione ricorda che sull'area sono stati presentati vari esposti e vi sono diverse segnalazioni, anche da parte degli organi di informazione.
Alla luce di tutto questo, «Brindisi pedala e cammina ha richiesto l’immediato ripristino della recinzione e di ogni altra misura di protezione e delimitazione dell’area; l’installazione di cartellonistica chiara che vieti accesso e la sosta di veicoli e che richiami eventuali sanzioni; controlli regolari sul posto, anche mediante l’impiego della polizia locale e dei carabinieri forestali; l’attivazione di sistemi di videosorveglianza o altre forme di presidio per tutelare l’area da ulteriori abusi; la valorizzazione del sito anche sotto il profilo storico, archeologico e culturale, con adeguata informazione pubblica, tutele aggiuntive e interventi di recupero sui manufatti esistenti.















