Lunedì 23 Marzo 2026 | 13:22

Minaccia e aggredisce la compagna davanti ai figli: 24enne condannato a 4 anni nel Brindisino

Minaccia e aggredisce la compagna davanti ai figli: 24enne condannato a 4 anni nel Brindisino

Minaccia e aggredisce la compagna davanti ai figli: 24enne condannato a 4 anni nel Brindisino

 
Fabiana Agnello

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Fabiana Agnello

Minaccia e aggredisce la compagna davanti ai figli: 24enne condannato a 4 anni nel Brindisino

In diverse circostanze l’uomo avrebbe costretto la compagna a subire atti sessuali contro la sua volontà, accompagnando le richieste con minacce come «ti uccido» e con nuove aggressioni fisiche

Lunedì 23 Marzo 2026, 10:58

11:03

Per oltre un anno, secondo l’accusa, avrebbe trasformato la casa in un luogo di paura, in un centro della provincia. Non un episodio isolato, ma una sequenza continua di minacce, aggressioni, umiliazioni. È questo il quadro che emerge dalla sentenza con cui un uomo di 24 anni è stato condannato, in giudizio abbreviato, a quattro anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni della compagna. Una vicenda consumata tra le mura domestiche, sotto gli occhi di due bambini piccolissimi, presenti durante molti degli episodi ricostruiti dal pubblico ministero Giovanni Marino, che ha coordinato l’attività dei carabinieri.

Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, l’uomo avrebbe imposto alla compagna un controllo costante, alimentato da una gelosia quasi morbosa. Aveva installato telecamere all’interno dell’abitazione per monitorarne ogni movimento, controllava il telefono, limitava la libertà di uscire e persino la possibilità di curare il proprio aspetto. Bastava poco per farlo esplodere: schiaffi alla testa, calci alle gambe e alla schiena, tirate di capelli, colpi al volto. In più occasioni avrebbe minacciato di ucciderla, arrivando a evocare l’uso di un coltello. In un episodio, lui avrebbe urlato dal terrazzo minacce di morte e di incendio.

La violenza, secondo gli atti, non si sarebbe fermata lì. In diverse circostanze l’uomo avrebbe costretto la compagna a subire atti sessuali contro la sua volontà, accompagnando le richieste con minacce come «ti uccido» e con nuove aggressioni fisiche. Una spirale che ha spinto la donna a prendere una decisione difficile e coraggiosa: denunciare. Dopo l’allontanamento dall’abitazione, però, la pressione non sarebbe cessata: un messaggio con le coordinate geografiche, inviate per mostrare la propria presenza nei pressi del nuovo domicilio, è stato interpretato dagli inquirenti come un ulteriore gesto intimidatorio.

Il gup Gianna Martino ha applicato non solo la pena principale ma anche le pene accessorie previste per i delitti di natura sessuale, tra cui la perdita della responsabilità genitoriale, oltre a una misura di sicurezza della durata minima di un anno. L’uomo è stato inoltre condannato al risarcimento dei danni alle parti civili, da quantificare in separato giudizio, e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva. La donna è stata assistita dall’avvocato Francesco Monopoli, che ha seguito l’intero percorso processuale.

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