È stato trasmesso agli enti locali il verbale della conferenza dei servizi decisoria sul progetto di Formica Ambiente di ampliamento dell’attuale discarica per accogliere rifiuti speciali non pericolosi. Il 40 per cento della nuova cava - da 2.909.442 metri cubi - sarebbe stato messo a disposizione della Regione per accogliere i rifiuti solidi urbani dei comuni pugliesi. Al Comune di Brindisi, per il conferimento dei rifiuti speciali, sarebbero andati 2 euro a tonnellata a titolo di compensazione. In più il sindaco Pino Marchionna aveva anticipato che avrebbe chiesto alla Regione di poter utilizzare quel 40 per cento per i rifiuti dei brindisini, sul podio dei più tartassati d’Italia in termini di pagamento della Tari. Ma alla volontà dell’amministrazione comunale non sono evidentemente - e clamorosamente - conseguiti i fatti.
Il presidente della conferenza dei servizi regionale deputata al rilascio del Provvedimento autorizzatorio unico ha giustificato il parere non favorevole con il fatto che il progetto di ampliamento è in contrasto con la delibera del consiglio provinciale del 27 novembre scorso (approvata all’unanimità, quindi anche dal consigliere comunale e provinciale Lino Luperti), che per gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti ha previsto criteri localizzativi diversi e più stringenti, che rendono non ammissibile la proposta di Formica Ambiente. Delibera non oggetto di diretta impugnativa da parte della Regione Puglia e che quindi dispiega effetti inibendo la realizzazione dell’intervento. A luglio è però prevista l’udienza davanti al Tar di Lecce, in quanto il provvedimento è stato impugnato da Formica Ambiente. Inoltre la società attende l’adozione del decreto con il quale viene rilasciato parere non favorevole da parte della commissione tecnica regionale (nell’ambito della conferenza dei servizi) per impugnare anche quello (consulente legale è l’avvocato Luigi Quinto).
L’aspetto incomprensibile di questa vicenda è che la Provincia sostiene di aver trasmesso preventivamente ai sindaci e ad Ager lo schema della delibera di novembre allo scopo di acquisire eventuali pareri, proposte, osservazioni e contributi, ma che entro i termini assegnati non è pervenuto alcun riscontro. Insomma, il Comune di Brindisi, mentre sosteneva il progetto di Formica Ambiente promettendo l’abbattimento della Tari, si faceva passare sotto il naso, senza nulla dire, la delibera che impediva l’ampliamento della discarica. Possibile che il sindaco Pino Marchionna non sia stato avvisato dai suoi uffici?
L’altro aspetto particolare di questa storia consiste nelle divisioni tra Regione e Ager, ma anche tra giunta Emiliano e giunta Decaro. Tanto che, mentre l’assessora regionale all’Ambiente, Debora Ciliento, ha commentato favorevolmente il disco rosso al progetto di Formica Ambiente, il direttore di Ager, Angelo Pansini, in sede di conferenza dei servizi ha rilevato che «le volumetrie oggetto della presente iniziativa, come già dichiarato in altre sedi, avrebbero avuto un significativo impatto positivo nella gestione del ciclo dei rifiuti prodotti dai comuni pugliesi».
Controversa, almeno secondo Formica Ambiente, è anche la posizione assunta da Arpa-dipartimento di Brindisi, la quale ha sostenuto che non ci sono garanzie adeguate per affermare che la situazione critica della falda sia sotto controllo. Secondo la società, però, l’agenzia regionale ha assunto posizioni contradditorie e aveva pertanto chiesto al decisore di «valutare adeguatamente il comportamento ondivago di Arpa al fine di apprezzare l’attendibilità dei pareri». Per Arpa, «dai risultati ottenuti dai monitoraggi condotti, inclusi quelli volti a verificare l'efficacia degli interventi relativi al sistema di messa in sicurezza operativa della falda, non ci sono ancora garanzie adeguate per affermare che la situazione critica della falda sia effettivamente sotto controllo» e pertanto, «pur valutando positivamente la proposta progettuale relativa alla realizzazione di un’ulteriore infrastruttura dedicata al trattamento delle acque di falda inquadrata come misura di prevenzione per la mitigazione di eventuali criticità ambientali», ritiene che «allo stato attuale, nell’area oggetto dell’intervento, persista lo stato di contaminazione della falda e che tale condizione permarrà fino all’approvazione di un’analisi di rischio elaborata per uno scenario di messa in sicurezza operativa non attiva». Inoltre, «le attività di messa in sicurezza sinora svolte dal gestore, che perdurano ormai da diversi anni, non sono pervenute - ha aggiunto Arpa - a un significativo miglioramento delle condizioni ambientali del sito». Da qui, la valutazione negativa dell’agenzia regionale sulla proposta di ampliamento della discarica. Formica Ambiente, dal canto suo, ha evidenziato come tutti i dati di monitoraggio dimostrano: che la messa in sicurezza operativa attivata dal 2020 ha creato e mantiene una barriera idraulica grazie alla quale è impedita la migrazione della contaminazione oltre il confine dell’area Caved; che non sono mai stati rilevati superamenti delle concentrazioni soglia di contaminanti, neanche nei monitoraggi effettuati direttamente da Arpa; che i dati oggettivi restituiscono una situazione fattuale di un trend costante di miglioramento degli inquinanti rilevati nella falda. «Appena un anno addietro Arpa ha espresso parere favorevole su analogo progetto di Formica Ambiente (marzo 2024), che si differenziava prioritariamente perché contemplava il conferimento anche di rifiuti pericolosi stabili non reattivi, a oggi non previsti nel nuovo progetto», ha rimarcato la società.
La Provincia, nel suo parere negativo, ha evidenziato lo stato di qualità delle acque di falda nell’area, che «risulta già fortemente compromesso». In recenti monitoraggi condotti dalla Provincia in quella zona - al confine tra Brindisi, San Vito dei Normanni e Carovigno - nell’ambito della progettazione ed esecuzione del piano di caratterizzazione e della elaborazione dell’analisi di rischio delle acque di falda dell’area Autigno/Formica/Mascava, è stato rilevato «per la discarica ex Smd, confinante con il sito d’intervento, superamenti delle concentrazioni soglia di contaminanti per i parametri ferro e manganese, e per la ex discarica comunale di Autigno, collocata a circa 1 chilometro dalla discarica Formica, superamenti delle concentrazioni soglia di contaminanti per i parametri cianuri, manganese, nichel e somma dei policlorobifenili. In nessuno dei due siti sono presenti interventi di bonifica».
















