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In Puglia e Basilicata

Il caso

Brindisi: nuova ordinanza contro lido dei vip

Brindisi:  nuova ordinanza contro lido dei vip

Lo stabilimento balneare Guna Beach

Continua la «guerra» tra il Comune e il Guna Beach. Intimata la rimozione degli impianti elettrici in caso di pioggia, c’è il rischio di scosse per chi lavora e per i fruitori dei servizi

07 Agosto 2022

Pierluigi Potì

BRINDISI - Una lunga battaglia senza esclusione di colpi che, di recente, si è arricchita di una nuova controversia.
E’ quella in atto da anni tra Comune e «Guna Beach», una delle spiagge più «in» del litorale brindisino, il cui titolare è stato destinatario venerdì scorso di un’ordinanza sindacale “di rimozione di impianti elettrici non regolari e non certificati - si legge nel provvedimento - su un terreno agricolo di proprietà del sig. Massimiliano Di Cicco e adibito a stabilimento balneare non autorizzato”.

Una nuova «frattura» che verosimilmente aprirà le porte ad un nuovo contenzioso, atteso che l’ordinanza potrà essere impugnata entro il termine di 60 giorni. Nemmeno una settimana fa, la «telenovela» tra i due contendenti si era arricchita di un nuovo capitolo, avente ad oggetto una pronuncia del Tar che ha dato ragione a Di Cicco, accogliendo il suo ricorso e statuendo - contrariamente a quanto assunto dal Comune - che per realizzare strutture amovibili non c’è bisogno di preventivo permesso a costruire.

La stessa struttura amovibile, utilizzata per il posizionamento di ombrelloni, sedie a sdraio, gazebo, lettini e un furgone atto alla somministrazione di alimenti e bevande (anch’esso giudicato abusivo), rappresenta ora un nuovo motivo di contesa. Nell’ordinanza, infatti, si evidenzia che «in caso di forti e improvvise piogge, tutto il materiale ivi depositato si viene a trovare improvvisamente immerso nell’acqua, compreso l’impianto elettrico a sevizio delle attrezzature funzionali alla somministrazione di alimenti e bevande, non autorizzate e prive di segnalazione certificata di agibilità».

In conseguenza di ciò, «nell’urgenza di dare immediata tutela alla pubblica e privata incolumità, atteso il rischio di scosse elettriche per le persone che lavorano presso la struttura descritta in premessa e per i fruitori dei servizi erogati» , il sindaco Rossi ha intimato al titolare - stante l’inesistenza di autorizzazioni edilizie e segnalazioni certificate di agibilità - «a non consentire alcun utilizzo della struttura descritta in premessa, dalla data di notifica della presente ordinanza, né da parte del personale della società, né da parte dei fruitori dell’area» e «a provvedere con estrema urgenza, entro e non oltre 5 giorni solari e continuativi dalla data di notifica della presente ordinanza, alla rimozione di tutto il materiale presente sui terreni, non autorizzato e non dotato di apposita certificazione di agibilità, con conseguente ripristino delle condizioni di sicurezza» .

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