La famiglia dello spaccio: arrestati padre e figlio, denunciati in stato di libertà la madre e l’altro figlio. L’accusa, per tutti, è concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Casa e bottega. La droga la famiglia la spacciava nella propria abitazione. Prima di fare irruzione nella casa, i carabinieri della stazione di Fasano sono stati appostati per un bel po’ di tempo nei pressi della casa dello spaccio. Hanno fermato due clienti, un giovane fasanese e un 59enne di Locorotondo. Entrambi sono stati trovati in possesso di un birillo di cocaina che avevano acquistato poco prima nella casa dello spaccio.
Tutti e due hanno rimediato una segnalazione al prefetto. Avuto il riscontro al sospetto, i carabinieri hanno fatto irruzione nella casa. Nel frattempo l’intera famiglia si era barricata in casa e i militi hanno dovuto sfondare la porta.
Durante la perquisizione i carabinieri non hanno trovato altra droga ma hanno reperito 700 euro in banconote di vario taglio e un taccuino su cui erano annotati i nomi dei presunti clienti, il volume di affari generato da ogni singolo acquirente e i loro numeri di telefono.
Non solo. Nella casa-emporio i militari dell’Arma hanno trovato anche un bilancino di precisione e tutto quello che serve per confezionare le dosi di droga. Soldi, kit del perfetto spacciatore e agendina sono stati sequestrati. Padre e figlio sono stati collocati agli arresti domiciliari. Quell’agendina piena di nomi, date, cifre e numeri di telefono potrebbe essere di grande aiuto agli investigatori per ricostruire il giro di affari della presunta famiglia dello spaccio. Già dal giorno successivo al blitz e al sequestro del block notes gli investigatori hanno iniziato, d’intesa con il pm titolare del fascicolo di indagine, l’analisi di quelle pagine. Montagne di appunti che, a prima vista, sembrano di grande interesse investigativo.















