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Brindisi: mancate retribuzioni, stato d'agitazione del personale Asl

Brindisi: mancate retribuzioni, stato d'agitazione del personale Asl

La sede della direzione generale Asl

Denuncia della Fials. I rappresentanti sindacali chiedono subito un incontro coi vertici aziendali quale ultima possibilità per sanare la situazione

05 Agosto 2022

Redazione Brindisi

BRINDISI - «Stato di agitazione del personale dell’ Asl di Brindisi». Lo dichiara la Fials in una nota in cui denuncia tutta una serie di criticità su cui l’azienda non ha dato seguito agli impegni assunti.

«Rappresentiamo gli interessi dei lavoratori dell’Asl di Brindisi - esordisce il Segretario Generale Fials Giuseppe Carbone, e nonostante le diverse interlocuzioni con il Direttore generale, oltre ad aver adottato atti difformi rispetto alle normative contrattuali e legislative vigenti ed agli accordi regionali siglati (come la liquidazione delle ore rese in campagna vaccinale nel 2021 e l’approvazione del piano di recupero liste di attesa), abbiamo rilevato un insufficiente interesse da parte della Direzione aziendale alle problematiche che ormai da tempo si tenta di portare sui tavoli della delegazione trattante. Ci troviamo di fronte ad un’Azienda sorda alle necessità degli operatori e priva di qualsivoglia decisione risolutiva».

Ancora una volta, quindi, non si riesce a venire a capo delle conseguenze pandemiche: «La Fials si è sempre posta come interlocutore serio e propositivo su tematiche fortemente sentite dai cittadini e dagli operatori sanitari, come l’attivazione di un “piano pandemico aziendale per le vaccinazioni” e del “piano per abbattere le liste di attesa”».

Ma dalla controparte non sarebbero emersi riscontri: «Sono state disattese - dice Carbone - le aspettative dei lavoratori continuando a negare loro i propri diritti, sulla stessa linea della precedente amministrazione».
Tra le criticità denunciate una è di assoluta priorità: «La mancata liquidazione di prestazioni aggiuntive rese in campagna vaccinale. La normativa e gli accordi sindacali, in nessun punto, prevedono l’esclusione di personale a tempo determinato dalla liquidazione delle ore rese in campagna vaccinale in prestazione aggiuntiva, né limitazioni inerenti il pagamento agli incaricati di funzione in quanto trattasi di attività non inerenti all’incarico affidato o al personale che gode dei benefici della legge 104/92. L’attività resa in campagna vaccinale durante l’emergenza pandemica, è stata un’attività straordinaria che ha richiesto e richiede ancora un impegno straordinario da parte di tutti i professionisti sanitari senza differenza alcuna di contratto di lavoro e pertanto nessuna discrezionalità può essere messa in atto da parte della Asl di Brindisi nella scelta di chi pagare e chi no. Da troppo tempo - continua Carbone- raccogliamo le lamentele del personale dipendente rispetto alle diverse carenze organizzative e d’organico, che penalizzano la qualità dell’assistenza erogata e la sicurezza dei luoghi di cura, rendendo difficilee garantire persino il diritto alle ferie ai lavoratori a fronte di un quasi totale silenzio da parte della governance che, al momento, si è mostrata totalmente incurante delle nostre richieste».

Più che preoccupante, quindi, appare il quadro che il segretario Fials tratteggia sulla base di una dettagliata disamina in cui chiede conto della mancata definizione di modalità e tempistica di pagamento chiara e certa, nei confronti del personale che ha effettuato e che effettuerà le prestazioni aggiuntive per il recupero liste di stessa.

«È paradossale - si legge in una nota Fials - come nonostante l’indicazione delle modalità organizzative in riferimento agli strumenti straordinari di cui all’art. 29 comma 2 del DL104/2020 ( legge di bilancio), la Direzione strategica ha inteso porre strette limitazioni all’effettuazione delle prestazioni aggiuntive da parte del personale dipendente che non ha nessun tipo di supporto normativo o contrattuale né, tantomeno, è frutto di nessun tipo di accordo con le organizzazioni sindacali. Denunciamo un’azienda priva di dinamicità,con progressioni verticali bandite e revocate con un atto privo di motivazione con cui, di fatto, è stata negata la progressione di carriera e la valorizzazione professionale a tanti dipendenti.Ed ancora risulta scoperta una consistente quota di unità appartenenti alle categorie protette che la Direzione non ha previsto in nessun modo di ricoprire considerato che ad oggi non risulta in atto alcun confronto sul nuovo piano triennale di fabbisogno del personale né tantomeno approvata nessuna ulteriore procedura selettiva ai sensi della legge 68/99. Denunciamo - prosegue la nota Fials - come la Asl di Brindisi sia sprovvista di una piattaforma on line per la gestione di tutte le procedure concorsuali che, per il personale del comparto, finalmente consentirebbe alla Asl di Brindisi di espletare i propri concorsi mentre ad oggi gli unici che riesce a gestire,data la carenza di risorse umane degli uffici amministrativi, sono solo quelli per i dirigenti medici. Alla data odierna nulla risulta avviato per l’acquisizione di tale piattaforma. La botte è stracolma, motivo per cui Fials proclama lo stato di agitazione diffidando la Direzione generale a porre rimedio all’incresciosa e non più tollerabile situazione discriminatoria segnalata, invocando un incontro risolutivo tra le parti per giungere ad un bene più grande: preservare i diritti dei lavoratori e tutelare i livelli essenziali di assistenza della comunità».

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