Il Comune ha redatto il Documento di indirizzo alla progettazione per la rigenerazione del quartiere Sant’Elia, possibile grazie ai 10,2 milioni di compensazione ambientale di Enel per la realizzazione della grande batteria di accumulo energetico che realizzerà a Cerano. Il Dip definisce obiettivi e criteri per la progettazione dell’intervento in vista del Progetto di fattibilità tecnico economica, con particolare riferimento alla realizzazione di una nuova area mercatale, oltre alla riqualificazione e riconnessione di aree a verde e viabilità per una ottimizzazione della loro fruizione anche attraverso la realizzazione di un percorso ciclo pedonale. Sant’Elia rappresenta una delle principali aree periferiche della città, caratterizzato da edilizia residenziale popolare, ampie aree pubbliche non strutturate, servizi scolastici e sportivi, carenza di spazi aggregativi e domanda di un’area mercatale attrezzata. Il Dip parte proprio da questa istanza. L’obiettivo è: offrire un’area destinata al mercato settimanale, migliorando il servizio per gli utenti e i commercianti; eliminare i disagi in termini di accessibilità alle abitazioni dei residenti e gli intralci a eventuali mezzi di soccorso; recuperare aree a margine; riqualificare le aree verdi e i percorsi pedonali per realizzare una connessione di quartiere.
Queste finalità, che riguardano sostanzialmente il trasferimento dell’attuale mercato settimanale in un’area dedicata e non più per le vie del quartiere, sono realizzabili per la immediata disponibilità delle aree di intervento di proprietà comunale e a oggi sottoutilizzate. Aree che sono ottimamente collegate alla rete viaria sia di quartiere che della città. La nuova ubicazione dell’area mercatale (tra via Ligabue, via Da Vinci, via Mafai e via Dal Bono) consentirà di disporre facilmente di un circuito alternativo, nella giornata di mercato, per le auto dei residenti. Gli stalli previsti per i venditori ambulanti sono 283. Nel complesso, il sistema del verde dovrà configurarsi come elemento strategico di rigenerazione urbana, capace di integrare funzioni ambientali, paesaggistiche e sociali, rafforzando l’identità del quartiere e migliorando in modo sostanziale la qualità della vita dei residenti. Il verde deve essere in grado di orientare le scelte insediative, strutturare gli spazi pubblici e accompagnare nel tempo i processi di trasformazione del quartiere in una prospettiva di sostenibilità, resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici. Le aree verdi dovranno essere prevalentemente allestite con manti erbosi.
Il secondo macro-intervento progettato, che riguarda un'area collocata fra viale Leonardo Da Vinci e via Guglielmo Ciardi su cui insiste un rudere di una vecchia masseria in stato di abbandono, si pone l’obiettivo di realizzare un’area libera attrezzata per manifestazioni all’aperto ed eventi di quartiere. La volontà è quella di offrire luoghi dove potersi incontrare e socializzare.
Il terzo intervento ha come cardine piazza Raffaello. Si punta a riordinare l’assetto viario e ottimizzare le aree a verde esistenti, attualmente frammentate, accorpandole in un’unica e più organica area a parco. Si prevede la realizzazione di un piccolo tratto di raccordo, tra il rondò esistente e via Tosi, con la realizzazione di una rotatoria e la conversione di parte della sede stradale in area a verde in supporto dell’area a verde compresa tra via Tosi e via Balla. Sarà inoltre messo in sicurezza l’incrocio a raso tra via Sanzio e Piazza Raffaello, che ha visto diversi incidenti stradali nel tempo, oltre che l’incrocio a raso tra via Sanzio e via Mantegna e l’innesto a raso via Modigliani/via Balla che ha prodotto incidenti e punti di conflitto. Prevista anche la riqualificazione dell'edificio ex bocciodromo e del Parco Buscicchio con adeguamento delle infrastrutture esistenti e dei servizi di pertinenza. Nelle aree a verde riorganizzate si potranno inserire manufatti polifunzionali. Sarà necessario inoltre un intervento di recupero del manufatto di proprietà comunale destinato a servizi pubblici prospiciente via Fani.














