Venerdì 19 Agosto 2022 | 07:51

In Puglia e Basilicata

Il caso

Brindisi, in attesa della biopsia il campione finisce... nel frigo di casa

Brindisi, si appropriava di garze e altro: indagato un medico

Incredibile vicenda per un 82enne che, dopo il prelievo, è dovuto tornare dal medico di base per la ricetta

03 Agosto 2022

Pierluigi Potì

BRINDISI - Per effettuare una biopsia occorre l’impegnativa del medico curante. Ma se, nel frattempo, è stato già effettuato il prelievo in ospedale? Pazienza, il campione va portato... a casa.
Potrà sembrare incredibile, ma è quanto accaduto nella realtà ad un 82enne della provincia di Brindisi che ha dovuto conservare il reperto bioptico in frigo per due giorni di fila. A raccontare l’assurda vicenda è il genero dell’uomo che martedì scorso era stato portato in ospedale al «Perrino» per forti dolori addominali: «Dopo ore e ore di attesa - afferma -, lo hanno portato in reparto per una gastroscopia e da lì è nata l’esigenza di effettuare una biopsia. Gli hanno fatto il prelievo, quindi il medico di turno al Pronto Soccorso mi ha prima invitato ad attendere l’esito dell’esame per le successive dimissioni, ma in seguito ha cambiato versione, informandomi della necessità di passare dal medico curante per l’impegnativa».
E così, paziente e genero hanno dovuto portare il campione a casa e conservarlo nel frigorifero, prima di recarsi dal medico curante (il giorno successivo) e in laboratorio (due giorni dopo). «Eppure...

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