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Brindisi, fenomeno baby gang: rafforzati i controlli

Brindisi, fenomeno baby gang: rafforzati i controlli

Il Prefetto: «Occorre però migliorare la prevenzione sociale»

22 Luglio 2022

Antonio Portolano

BRINDISI - La risposta dello Stato è arrivata prima della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Carolina Bellantoni, su sollecitazione del sindaco Riccardo Rossi per porre un freno al cosiddetto fenomeno delle babygang. Ad un 15enne, ritenuto autore dell’aggressione di due coetanei nelle scorse settimane nel centro di Brindisi, oltre alla denuncia per lesioni personali, il questore Annino Gargano ha inflitto nelle scorse ore il Daspo «Willy». Ma le indagini continuano e probabilmente nelle prossime ore ulteriori provvedimenti potrebbero essere adottati nei confronti di qualche altro ragazzo.

Il fenomeno delle aggressioni tra giovanissimi conta diversi episodi che hanno destato allarme e proprio per dare una risposta adeguata in termini di sicurezza, nonostante si tratti di numeri contenuti, il prefetto ha voluto riunire ieri mattina i vertici delle forze dell’ordine e il sindaco per analizzare la situazione e dare un ulteriore «giro di vite». Il Prefetto ha, innanzitutto, espresso soddisfazione per l'importante ed immediato risultato investigativo che, a seguito di incessanti ed articolate indagini condotte dalla Questura di Brindisi, ha fatto luce sull’episodio accaduto il 28 maggio nel pieno centro cittadino, quando due ragazzi minorenni sono stati vittime di aggressione, con lesioni fisiche, messe in atto da due coetanei per futili motivi.

Nella circostanza è stato individuato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Lecce, per il reato di lesioni personali, un minorenne destinatario anche della misura di prevenzione del “Daspo Willy”. Sull’ultimo caso sono, invece, in corso intense e proficue attività investigative. Complessivamente, i fatti accaduti nell’ultimo anno sono stati numericamente contenuti, ma si è ritenuto, comunque, di dedicare un focus specifico alla problematica, considerata la preoccupazione suscitata dall’ultimo episodio, connotato da particolare gravità. Nel corso della riunione è stata, quindi, condivisa la necessità di intensificare le iniziative di prevenzione e contrasto con un’azione a tutto campo, implementando i servizi delle forze di polizia, con la collaborazione della Polizia locale, soprattutto nelle aree urbane caratterizzate dalla movida e dall’intenso afflusso dei fine settimana.

In particolare, è stata stabilita l’istituzione, nelle serate di maggiore afflusso (venerdì, sabato e domenica) di un presidio fisso delle forze di polizia in Piazza Vittoria, con la previsione di due pattuglie appiedate dedicate all’intervento nelle altre strade ed aree del centro, a partire dalle ore 21.30 sino alle 3, anche con il concorso della polizia locale. La misura avrà carattere sperimentale per i primi 15 giorni e potrà essere rimodulata in relazione agli esiti dei controlli effettuati nella prima fase.
A tale attività di vigilanza e controllo si aggiungerà la collaborazione, già avviata dal Comune di Brindisi, con l’Associazione nazionale della Polizia di Stato, per il presidio dei varchi alla zona a traffico limitato e lo svolgimento di attività di segnalazione alle forze di polizia di episodi o situazioni di turbativa.

È, inoltre, prevista, come già preannuciato dal Questore, una severa ed efficiente applicazione del Daspo urbano, già attuata in relazione al soggetto denunziato per l’episodio del 28 maggio. La prefettura rammenta che il Comune di Brindisi ha individuato, nel regolamento di polizia locale, le aree nel cui ambito viene applicato il Daspo urbano e che delimitano il perimetro urbano in cui gli eventuali soggetti sottoposti alla misura non potranno fare accesso a partire da una distanza non inferiore a 300 metri.
Le aree che delimitano tale perimetro sono: Municipio, Duomo, Lungomare (via del Mare, viale Regina Margherita, Piazzale Lenio Flacco), Stazione ferroviaria, Corsi principali (Garibaldi, Roma e Umberto I), Tribunale, Ospedale, Cimitero comunale.
Il prefetto, durante l’incontro, ha tenuto, infine, a sottolineare come l’attività di vigilanza e contrasto non sia da sola sufficiente ad arginare il preoccupante fenomeno, evidenziando come sia necessario migliorare anche gli strumenti di prevenzione sociale ponendo particolare attenzione all’aspetto educativo, cui già contribuiscono, soprattutto sul tema del bullismo, le principali agenzie educative (scuola e associazioni culturali e sportive). Sul fenomeno si lavorerà nel corso del prossimo anno scolastico, con progetti che saranno promossi d’intesa ed in collaborazione con le scuole della provincia.

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