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In Puglia e Basilicata

Il caso

Revocato l'arresto, il regista Haggis resta in Italia

Revocato l'arresto, il regista Haggis resta in Italia

Il regista per ora non lascerebbe la Puglia. La Procura valuta se chiedere il processo oppure l’archiviazione

06 Luglio 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - Paul Haggis non ha ancora lasciato l’Italia, e potrebbe restare in Puglia fino a quando la Procura di Brindisi non deciderà cosa fare. L’ordinanza con cui il gip Vilma Gilli ha revocato gli arresti domiciliari al premio Oscar, accusato di stupro e violenze da una 28enne inglese, ha cambiato il quadro delle accuse a carico del regista canadese: il procuratore aggiunto Antonio Negro e la pm Livia Orlando avevano dato parere negativo alla richiesta di revoca della custodia cautelare avanzata dal difensore di Haggis, Michele Laforgia. Ma il gip ha deciso diversamente.

La scelta di rimanere nella masseria di Mesagne che lo ha ospitato negli ultimi giorni è un segnale importante da parte della difesa, perché testimonia la volontà di Haggis - già dichiarata fin dai primi momenti - di non volersi sottrarre dagli accertamenti in corso. Dopo che il gip ha rilevato il «ridimensionamento dei fatti» contestati al regista, anche a seguito di quanto emerso nelle 8 ore di incidente probatorio cui ha partecipato l’accusatrice, la Procura deve decidere se mandare Haggis a processo oppure se chiedere l’archiviazione delle accuse.

Le valutazioni sono in corso. Sul tavolo della Procura ci sono gli accertamenti svolti nelle ultime ore sia rispetto a quanto dichiarato dalla donna il 15 giugno, quando è stata ascoltata in questura dopo essere stata riaccompagnata dal regista in aeroporto a Brindisi, sia su alcuni elementi emersi nell’incidente probatorio del 29 giugno. È stato proprio a seguito dell’ascolto diretto della 28enne, che il regista ha detto di aver conosciuto a Montecarlo ad aprile, che il gip ha rilevato «l’assenza di contegni violenti o costrittivi da parte dell’indagato al fine di consumare atti sessuali». Una lettura totalmente contraria rispetto a quella che lo stesso gip aveva dato il 22 giugno nell’ordinanza di arresti domiciliari, in cui aveva invece ritenuto che in almeno due dei tre episodi contestati Haggis non si fosse fermato di fronte al «revocato consenso» della donna.

Le indagini che la Procura ha delegato alla polizia giudiziaria miravano a sentire le persone che la 28enne inglese ha incontrato nei quattro giorni trascorsi in Puglia. A partire dalla proprietaria e dal personale del B&B di Ostuni in cui sarebbero avvenute le presunte violenze sessuali, per proseguire con una farmacista e un medico dell’ospedale di Ostuni (non sono invece stati rintracciati gli «universitari» che la ragazza ha detto di aver incontrato durante una gita a Lecce): anche se gran parte delle circostanze raccontate dalla 28enne sono state confermate, nessuno dei testimoni ha detto di aver visto o sentito nulla che potesse far pensare alla donna come a una vittima di violenze. A partire proprio dal personale del B&B di Ostuni, che ha confermato due elementi di fatto sui cui si basa la ricostruzione dei rapporti intimi tra i due (le lenzuola della camera sporche di sangue o di urina), ma ha negato di aver assistito a litigi tra il regista e la ragazza che è arrivata a Ostuni il 12 giugno ed è rimasta nella stessa camera dell’uomo fino alle prime ore del mattino del mercoledì successivo.

Non è da escludere che nei prossimi chi indaga possa risentire la ragazza inglese, per provare ad approfondire alcuni punti. Lei ha detto di essere stata «affascinata» e «soggiogata» dal regista, e di aver provato a respingerlo. Haggis ha fornito alla polizia le copie dei messaggi scambiati con la 28enne, in cui i due prendono accordi per incontrarsi a Ostuni e lei accetta di fermarsi nella stessa stanza del regista («Nella struttura non ci sono altre stanze fino a lunedì, se vuoi ti cerco un altro posto», «No va bene dormire con te»). Tutte circostanze che hanno convinto il gip a cambiare il proprio giudizio rispetto ai presunti abusi. E ora la Procura di Brindisi dovrà stabilire se gli elementi che ha in mano sono sufficienti per sostenere un processo.

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