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San Pancrazio Salentino piange il vicesindaco Antonio Screti

San Pancrazio Salentino piange il vicesindaco Antonio Screti

Lascia la moglie Maria Grazia e gli amatissimi figli Davide e Anastasia a soli 61 anni dopo una lotta estenuante contro il cancro

29 Giugno 2022

Federica Marangio

Grandissima commozione ai funerali del vicesindaco di San Pancrazio Salentino, Antonio Screti, una persona a cui era impossibile non volere bene. L’attestazione di stima che in vita lo ha fatto eleggere con un numero massivo di voti, prosegue incessantemente nei giorni successivi alla sua scomparsa, segno tangibile del bene che ha seminato su questa terra. Lascia la moglie Maria Grazia e gli amatissimi figli Davide e Anastasia a soli 61 anni dopo una lotta estenuante contro il cancro che lo ha impegnato negli ultimi dieci anni, conservando fino all’ultimo la speranza di farcela.

Ad assisterlo il figlio Davide che ha raccolto le sue ultime testimonianze. “Papà non ha mai chiesto aiuto a nessuno – ha raccontato – . Lui sentiva il dovere di aiutare gli altri. Poco prima di morire mi ha sorriso. Non dimenticherò mai quello sguardo sereno, come se volesse dirmi di stare tranquillo”. E Antonio Screti era proprio così, con la sua voce squillante e il commento diretto in ogni contesto. Dopo aver bazzicato una vita in politica, ecco avverarsi il sogno. “Lui vicesindaco e io sindaco. Che ciò accedesse lo abbiamo desiderato per trent’anni – ha detto visibilmente commosso il primo cittadino Edmondo Moscatelli alla fine della celebrazione religiosa – . Eravamo soliti passeggiare verso il cimitero, per fare visita alla figlia di Antonio, Alessandra, scomparsa prematuramente. Antonio mi diceva che non aveva paura della morte perché l’avrebbe raggiunta. Insieme avevamo in programma di fare tante cose per il paese. Io continuerò anche per lui”.

Anche la figlia Anastasia ha voluto celebrare il ricordo del padre, ripensando a ciò che le ha insegnato, l’eredità autentica di un genitore insostituibile. I messaggi di gratitudine sui social verso la famiglia si susseguono senza sosta, legati da un comune filo rosso: la sua totale disponibilità per gli altri. Infermiere di professione, conoscendo il nervo scoperto della sanità, si dedicava a tutti, indistintamente. È facile commemorare una persona dopo la morte, ma Antonio Screti, per le sue innegabili qualità umane, l’indole benevola e l’ironia con cui prendeva in giro le avversità che ha dovuto affrontare, ha avuto il privilegio di essere apprezzato anche in vita. E il consenso ottenuto nel corso dell’ultima campagna elettorale, una delle tante in cui si è messo in gioco per migliorare il suo paese, offre solo un esempio. Ma anche, le numerosissime donazioni di sangue esclusivamente per lui, sollecitate dal figlio Davide in una catena di solidarietà al ritmo dei social. “Ognuno di noi ci lascia un pezzo di sé con il suo modo di fare. Vorrei che papà venisse ricordato anche per la forza e la dignità che non lo hanno mai abbandonato nel corso della lotta contro il male che se l’è portato via”. Così Davide lo saluta perché, sopraffatto dal dolore, in Chiesa non è riuscito ad intervenire.

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