Lunedì 08 Agosto 2022 | 09:31

In Puglia e Basilicata

operazione «Igniferroque»

Torna libero Cofano, il presunto autore dei roghi seriali a Fasano

Fasano, incendio al pub

Gli attentati iniziarono nel 2019. Il processo va avanti, a settembre la sentenza

29 Giugno 2022

Mimmo Mongelli

FASANO - Processo di appello per l’indagine «Igniferroque»: scarcerato il presunto esecutore materiale degli attentati in serie compiuti a partire dal dicembre 2019.

L’inchiesta «Igniferroque» è quella con cui i carabinieri della compagnia di Fasano hanno fatto luce sugli incendi al pub ubicato sotto i Portici delle teresiane, nel salotto buono del centro storico e su una serie di altri roghi scoperchiando anche, in corso d’opera, un autentico vaso di Pandora del malaffare.

Nelle scorse ore la Corte di Appello ha accolto la richiesta del difensore di Francesco Cofano, 24 anni, fasanese ed appunto presunto autore materiale dei roghi, disponendo la sua scarcerazione. Il collegio giudicante (presidente Nicola Lariccia, consiglieri Domenico Toni e Antonia Martalò) ha condiviso in toto le argomentazioni esposte dell’avvocato Bernardino Turchiarulo.

In estrema sintesi, l’udienza del 2 maggio scorso era stata rinviata per impedimento di un altro imputato con conseguente sospensione dei termini di durata della misura cautelare per tutti gli indagati. Quando poi si è svolta l’udienza dell’altro ieri, l’avvocato Turchiarulo ha sollevato l’eccezione di nullità degli atti compiuti nell’udienza precedente per la «mancata notifica dell’avviso di trattazione in presenza richiesta dai difensori di altri imputati». Di conseguenza la sospensione dei termini - ha argomentato il legale - non valeva nei confronti di Cofano. Ed essendo decorsi i cosiddetti termini di fase, la Corte ha disposto la scarcerazione dell’imputato, che contestualmente è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Fasano.

Il processo di appello per l’operazione Igniferroque è stato quindi aggiornato a settembre prossimo per la discussione degli altri difensori degli imputati e, a seguire, vi sarà la pronuncia della sentenza.
In primo grado il giudice ha avuto la mano pesante per l’inquietante serie di incendi che colpirono il pub Ciporti e per una (lunga) serie di reati che i carabinieri hanno scoperto indagando sui roghi. Il gup dei Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, è andata, per tre dei quattro imputati, addirittura oltre le richieste del pm Alfredo Manca. Giovanni Potenza, detto Stamparidd, 49 anni, fasanese, presunto mandante degli attentati incendiari ai danni del pub Ciporti, è stato condannato a 9 anni di reclusione e al pagamento di 12mila euro di multa. Francesco Cofano, presunto esecutore materiale degli incendi, è stato condannato a 6 anni di reclusione e al pagamento di 10mila euro di multa. Nell’ambito della stessa indagine ci sono altri indagati, che però non c’entrano assolutamente niente con gli incendi al pub ubicato sotto i Portici delle teresiane e con gli altri roghi. Per tutti è in corso il processo di appello.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725