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San Pietro Vernotico, manda foto con cappio al collo chiedendo soldi agli amici

San Pietro Vernotico, manda foto con cappio al collo chiedendo soldi agli amici

San Pietro Vernotico, manda foto con cappio al collo chiedendo soldi agli amici

 
Mimmo Mongelli

Reporter:

Mimmo Mongelli

San Pietro, manda foto con cappio al collo chiedendo soldi agli amici

Si era finto disperato economicamente: per i carabinieri è procurato allarme

Domenica 13 Settembre 2020, 11:20

SAN PIETRO VERNOTICO - La foto che ha inviato ad amici e conoscenti tramite Messenger non aveva bisogno di alcun commento: in quello scatto il mittente del messaggio era immortalato con un cappio al collo. All’invio della foto era allegata una richiesta di aiuto economico. Chi ha ricevuto il messaggio è rimasto impressionato. Un’amica del 45enne sanpietrano che subito contatto i carabinieri e li ha messi al corrente delle intenzioni suicide che – credeva – avesse il suo amico. I militari dell’Arma della stazione di San Pietro Vernotico - consapevoli del fatto che quando una persona manifesta intenzioni suicidi la tempestività dell’intervento può essere determinante per evitare una tragedia – non hanno perso un solo attimo di tempo. Ricevuta la telefonata della donna, i militari dell’Ama si sono immediatamente recati a casa del 45enne per sincerarsi delle sue condizioni.

Lo hanno trovato – riportiamo testualmente quello che i carabinieri hanno scritto nella loro relazione di servizio – “in buona salute, intento a compiere atti di vita quotidiana”. E la foto? L’uomo avrebbe inviato quello scatto – di pessimo gusto – ai suoi contatti Messenger per indurli a compassione e convincerli a dargli i soldi che gli servivano per onorare i suoi debiti. Il 45enne sanpietrano – è la conclusione a cui sono giunti i carabinieri – non avrebbe mai avuto intenzioni suicide. I militari dell’Arma hanno formalizzato a carico dell’uomo una denuncia in stato di libertà alla magistratura per procurato allarme.

Il reato di procurato allarme non è assolutamente uno… scherzo. L’articolo 658 del Codice penale recita che: “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci euro a cinquecentosedici euro”.
Lo spirito della norma è quello di sanzionare quelle condotte che distraggono le forze di polizia dai loro compiti istituzionali e gli fanno perdere tempo prezioso.  

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