Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:07

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Atti vandalici

Brindisi, devastato e saccheggiato il campo di calcio del rione Perrino

Distrutto e derubato da balordi: presi di mira persino i sanitari e la porta d’ingresso

Brindisi, devastato e saccheggiato il campo di calcio del rione Perrino

BRINDISI - Si sono rubati persino i sanitari. La porta d’ingresso. E poi hanno distrutto tutto. Nemmeno a Beirut, al termine di un bombardamento. La devastazione e lo scempio compiuti al campo sportivo del quartiere Perrino non trova eguali pur a voler considerare come metro di paragone uno scenario di guerra. Danni per decine di migliaia di euro alla struttura di proprietà comunale, da parte di gente per cui ogni aggettivo è sempre riduttivo o un eufemismo. L’incursione è avvenuta tra domenica e lunedì. Il giorno prima il personale della ditta Convertino, che è succeduto alla Natuna per la conduzione dell’impianto, era passato dalla struttura non rilevando nulla di irregolare. Non che il campo godesse di ottima salute, ma dopo le passate devastazioni, qualche manutenzione per renderlo agibile era stata fatta. Nel week end la furia cieca e gratuita contro un bene che è di tutti e del quartiere in primo luogo. Caldaie squartate come fogli di carta, vetrate distrutte, porte spaccate prese elettriche strappate. Un pugno dritto allo stomaco della collettività, quella legale però. Così come stigmatizza l’assessore allo Sport Oreste Pinto dopo il desolante sopralluogo svolto sul posto: «Ciò che è accaduto è inaccettabile. Ci affanniamo a parlare di legalità, a stabilire regole e a lavorare per farle rispettare ma arriva sempre qualcuno a ricordarci che la strada è ancora davvero molto lunga».
Ieri alcuni addetti alle pulizie del campo di calcio hanno segnalato l’atto vandalico: tra domenica e lunedì l’impianto sportivo è stato devastato dai vandali. «Sono stati asportati infissi, sanitari, scaldabagno e persino prese elettriche. Tutto ciò che non poteva essere rubato è stato distrutto», spiega in una nota il Comune.
«Sono sconcertato per questo gesto - aggiunge Pinto - che ci riporta indietro di anni. La sensazione è che questo quartiere sia vittima di un atteggiamento punitivo che dobbiamo invertire. Non possiamo rimanere in silenzio e non vogliamo più subire altri danni che non sono solo materiali. Vogliamo invertire la rotta e lo faremo. Chi non ha a cuore il bene comune è nemico di tutti noi». Eppure i segnali arrivati dal quartiere, dove la nuova amministrazione - in particolare con l’assessore Roberto Covolo - ha iniziato un percorso con i residenti (Orti urbani, il recupero di spazi sociali, tra cui lo stesso campetto), lasciavano ben sperare. Poi lo scempio del week-end. Uno sfregio che non pochi leggono come rivolto non solo alla città e al quartiere, ma anche alla stessa amministrazione comunale per l’azione intrapresa.

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