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«Lu Scupariedde», per promuovere
l'uso della calce nella città «bianca»

«Lu Scupariedde», per promuovere
l'uso della calce nella città «bianca»

 
«Lu Scupariedde», per promuoverel'uso della calce nella città «bianca»

Martedì 24 Luglio 2018, 10:26

OSTUNI - La tutela del bianco calce di cui avrebbero bisogno la cinta muraria e molte case del rione antico del centro storico e la contrarietà all’eliminazione della calce per la sua sostituzione con un intonaco biancastro al plastic (che sta distruggendo la peculiarità dell’intero rione antico), ha portato Benedetto Farina a farsi promotore della costituzione dell’associazione culturale «Lu Scupariedde».

Senza scopo di lucro ma per dare una risposta a chi specula su questa problematica, Farina ha specificato, nell’atto costitutivo che «l’associazione ha per obiettivo la riscoperta e la riaffermazione dei valori che il “mondo del bianco” ha costituito e costituisce ancora oggi per Ostuni, la “Città Bianca”. Nello specifico per “mondo del bianco”, l’associazione intende non solo la “lenitura” cioè la pittura a latte di calce delle pareti dell’area storica urbana ma anche quel sistema di relazioni fra cittadino e territorio che operava intorno al mondo della calce, della sua produzione, alla preparazione di attrezzi, alle storie legate all’attività dei “lenitori” come anche al sistema dei valori etici e sociali che facevano della “lenitura periodica”, un dovere sociale, il luogo della partecipazione attiva e responsabile al decoro dello spazio condiviso e quindi al decoro della città».

L’attività dell’associazione sarà quindi rivolta «alla ricerca storica dei luoghi; sugli strumenti, sulle tradizioni e sulle storie collegate alla “lenitura”; valorizzazione culturale del “mondo del bianco” attraverso mostre, convegni, attività formative, informative e di diffusione sia presso le scuole, sia presso ogni livello di aggregazione presente sul territorio; alla proposizione di corsi di formazione alla “lenitura” rivolta in maniera specifica alla creazione di nuove figure professionali capaci di arricchire l’attività di “imbianchini” con l’arte e gli strumenti originali dei “lenitori”; a sostenere ogni tipo di attività tendente a rivalutare e, nel caso, rigenerare la dimensione dell’appartenenza ad una identità collegata allee arti ed ai saperi del popolo ostunese».

Infine l’attività sarà rivolta a contribuire alla riscoperta e alla diffusione dei saperi tipici locali nel campo manifatturiero, artigianale, agricolo e sociale e alla ricerca, sostegno e sviluppo di nuove attività imprenditoriali ad essi collegate e alla organizzazione di manifestazioni-eventi che abbiano ad oggetto la rievocazione degli usi e costume delle tradizioni rurali.

Un’associazione nata all’indomani delle riprese dell’emittente britannica ITV che ha effettuato le riprese su tutto quello che è la storia della calce: dalla fornace per produrla sino alla tinteggiatura di una parte del torrione della cinta muraria in via Cavallo e viale Quaranta per mostrare l’antica arte di utilizzare la calce per le mura delle case della «Città Bianca». A condurre vi è stato il personaggio televisivo seguitissimo nel Regno Unito, Gino D’Acampo, chef di origine italiana, imprenditore di successo ched con Beniamino e Benedetto Farina, per parlare del bianco calce di cui avrebbe bisogno la cinta muraria e contro la sua eliminazione per la sostituzione con un intonaco biancastro. Poi, vedendo la mancanza della “lenitura” a latte di calce della cinta muraria, i fratelli Farina hanno mostrato quest’antica tradizione di passare la calce con «lu scupariedde» per «proteggere le mura delle case dall’acqua o dal caldo» ma, allo stesso tempo, rendere bianca la cinta muraria: peculiarità storico-culturale della città e del territorio del centro storico.

Il prossimo 10 e 11 settembre, nel chiostro del palazzo di città, vi sarà la presentazione uffciale (anche con tecnici) della neo costituita associazione e abbinata a questa vi sarà una mostra fotografica dal titolo: «Bianco» di Salvatore Valente e altri artisti e fotografi.

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