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«Lu Scupariedde», per promuovere
l'uso della calce nella città «bianca»

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OSTUNI - La tutela del bianco calce di cui avrebbero bisogno la cinta muraria e molte case del rione antico del centro storico e la contrarietà all’eliminazione della calce per la sua sostituzione con un intonaco biancastro al plastic (che sta distruggendo la peculiarità dell’intero rione antico), ha portato Benedetto Farina a farsi promotore della costituzione dell’associazione culturale «Lu Scupariedde».

Senza scopo di lucro ma per dare una risposta a chi specula su questa problematica, Farina ha specificato, nell’atto costitutivo che «l’associazione ha per obiettivo la riscoperta e la riaffermazione dei valori che il “mondo del bianco” ha costituito e costituisce ancora oggi per Ostuni, la “Città Bianca”. Nello specifico per “mondo del bianco”, l’associazione intende non solo la “lenitura” cioè la pittura a latte di calce delle pareti dell’area storica urbana ma anche quel sistema di relazioni fra cittadino e territorio che operava intorno al mondo della calce, della sua produzione, alla preparazione di attrezzi, alle storie legate all’attività dei “lenitori” come anche al sistema dei valori etici e sociali che facevano della “lenitura periodica”, un dovere sociale, il luogo della partecipazione attiva e responsabile al decoro dello spazio condiviso e quindi al decoro della città».

L’attività dell’associazione sarà quindi rivolta «alla ricerca storica dei luoghi; sugli strumenti, sulle tradizioni e sulle storie collegate alla “lenitura”; valorizzazione culturale del “mondo del bianco” attraverso mostre, convegni, attività formative, informative e di diffusione sia presso le scuole, sia presso ogni livello di aggregazione presente sul territorio; alla proposizione di corsi di formazione alla “lenitura” rivolta in maniera specifica alla creazione di nuove figure professionali capaci di arricchire l’attività di “imbianchini” con l’arte e gli strumenti originali dei “lenitori”; a sostenere ogni tipo di attività tendente a rivalutare e, nel caso, rigenerare la dimensione dell’appartenenza ad una identità collegata allee arti ed ai saperi del popolo ostunese».

Infine l’attività sarà rivolta a contribuire alla riscoperta e alla diffusione dei saperi tipici locali nel campo manifatturiero, artigianale, agricolo e sociale e alla ricerca, sostegno e sviluppo di nuove attività imprenditoriali ad essi collegate e alla organizzazione di manifestazioni-eventi che abbiano ad oggetto la rievocazione degli usi e costume delle tradizioni rurali.

Un’associazione nata all’indomani delle riprese dell’emittente britannica ITV che ha effettuato le riprese su tutto quello che è la storia della calce: dalla fornace per produrla sino alla tinteggiatura di una parte del torrione della cinta muraria in via Cavallo e viale Quaranta per mostrare l’antica arte di utilizzare la calce per le mura delle case della «Città Bianca». A condurre vi è stato il personaggio televisivo seguitissimo nel Regno Unito, Gino D’Acampo, chef di origine italiana, imprenditore di successo ched con Beniamino e Benedetto Farina, per parlare del bianco calce di cui avrebbe bisogno la cinta muraria e contro la sua eliminazione per la sostituzione con un intonaco biancastro. Poi, vedendo la mancanza della “lenitura” a latte di calce della cinta muraria, i fratelli Farina hanno mostrato quest’antica tradizione di passare la calce con «lu scupariedde» per «proteggere le mura delle case dall’acqua o dal caldo» ma, allo stesso tempo, rendere bianca la cinta muraria: peculiarità storico-culturale della città e del territorio del centro storico.

Il prossimo 10 e 11 settembre, nel chiostro del palazzo di città, vi sarà la presentazione uffciale (anche con tecnici) della neo costituita associazione e abbinata a questa vi sarà una mostra fotografica dal titolo: «Bianco» di Salvatore Valente e altri artisti e fotografi.

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