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Giustizia ed onore per Palmina, un premio al festival Legalitria

Tonio Salamina è il responsabile della sezione scuola per il Festival della Legalità che da oggi fino al 6 maggio vede una serie di appuntamenti tra Fasano, Locorotondo e Martina Franca

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La storia di Palmina Martinelli entra nei cuori dei ragazzi suoi coetanei in punta di piedi ghiacciando le loro risate. «In silenzio assoluto anno ascoltato il racconto della vicenda tracciato da Nicola Magrone il magistrato che quasi 37 anni fa si occupò di quella tragica storia, ed è per l'onore di Palmina che abbiamo deciso di intitolarle un premio nell'ambito del Festival Legalitria».
Tonio Salamina è il responsabile della sezione scuola per il Festival della Legalità che da oggi fino al 6 maggio vede una serie di appuntamenti tra Fasano, Locorotondo e Martina Franca, ed ha portato nella sua scuola l'agrario Basile-Caramia la tragedia di Palmina, una tragedia che ancora aspetta giustizia.

La ragazzina fasanese di 14 anni fu bruciata viva l'11 novembre 1981 da due giovani di Locorotondo, perché non si voleva prostituire, tre gradi di giudizio sino in Cassazione rigettarono la legittimità della testimoninaza che Magrone raccolse direttamente dalla voce della ragazza nel letto d'ospedale, dove poi morì per le ustioni dopo 22 giorni di agonia. Palmina fece i nomi di chi la cosparse di liquido infiammabile e le diede fuoco, ma la giustizia contro ogni logica decise che Palmina si era suicidata.

«Locorotondo fu in un certo senso complice di quella morte – sottolinea Salamina – tutti sapevano dove qui in paese una sorella di Palmina si prostituiva, tutti conoscevano i suoi aguzzini, questo premio oggi è una sorta di “riparazione” per fare i conti con la storia, per ristabilire la verità. In questo senso la storia di Palmina deve essere potata nelle scuole. I ragazzi dei primi anni degli istituti superiosi sono coetanei, invece di parlare di legalità, la storia di Palmina fa vivere la legalità».

Recentemente l'associazione Libera di don Ciotti ha definito Palmina Martinelli vittima di mafia, grazie alla lotta di un'altra sorella (in tutto erano 11 figli) si è riaperta l'inchiesta sulla morte della ragazza.

«A Palmina è stata tolta la vita e l'onore – spiega Salamina – oggi è doveroso renderle giustizia e non dimenticarla è uno dei modi».

«L'idea di promuovere un Festival sulla Legalità nel territorio - continua Salamina - ha galvanizzato la nostra scuola, per altro già molto impegnata sul versante del rispetto delle buone regole, del diritto e della necessità di favorire una migliore cittadinanza attiva dei nostri giovani. Coinvolgere i ragazzi nella lettura dei testi ed interpellare le loro coscienze è un azione che la scuola deve favorire e realizzare, e i nostri alunni, ora e più che mai, hanno bisogno di tornare a riflettere con i libri».

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