Venerdì 22 Marzo 2019 | 09:15

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«Salvi Canale Reale e villa Romatizza»
Nel Brindisino la lavorazione del plasma

Parla l’ex assessore Curcuruto: qui forse Centro di ricerca

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di Franco Giuliano

Professoressa Anna Maria Curcuruto, il Canale Reale, uno dei più importanti corsi d'acqua del Salento che da Villa Castelli, dopo avere interessato i territori di ben otto Comuni del Brindisino sfocia nella importante riserva naturale di Torre Guaceto, finalmente è tornato alla attenzione delle istituzioni: il 21 maggio il Consorzio di bonifica dell'Arneo avvierà il cantiere del primo tratto fino a Latiano, 25 km di fiume ripulito e restituito al suo naturale ambiente. A "cosa" e a "chi" si deve questa nuova attenzione e questa auspicata rinascita.

«Il merito di aver sollevato il problema è dell’Associazione “L'Isola Che non c'è” che nell’ottobre scorso ha invitato tutti gli enti pubblici coinvolti in un convegno a Brindisi per ragionare insieme su problemi e soluzioni del sito. Proprio in quell’occasione io proposi come modello di soluzione il “contratto di fiume”, un istituto introdotto nella legislazione nazionale solo nel 2016, senza precedenti in Puglia. Questa ipotesi si è avvicinata alla realtà con la delibera di giunta regionale di fine dicembre, con l’adesione all’osservatorio nazionale dei contratti di fiume e l’intento espresso di scegliere dei “casi di scuola” per verificarne in pratica l’attuazione. Il canale Reale, il cui corso ricade interamente nel territorio pugliese, con i sindaci sono già coinvolti e partecipi insieme all’iniziativa, insieme all’Oasi di Torre Guaceto, si presta particolarmente al caso».

Il ruolo della Regione che lei rappresenta in questa vicenda per essere stata assessore prima e consigliere delegata del presidente su questo tema della valorizzazione dei corsi d'acqua e dei fiumi pensa continuerà fino alla bonifica e valorizzazione dell'intero canale?

«La Regione può attivare una serie di iniziative di coordinamento, anche attraverso una collaborazione con il Politecnico e le università interessate per territorio, che coinvolgano tutti gli assessorati interessati, i consorzi di bonifica, l’Autorità di Bacino Distrettuale, per ottimizzare tutte le iniziative e le progettazioni. Un’analoga iniziativa per la costituzione di un tavolo tecnico è stata assunta dall’Autorità di Bacino per il fiume Lato, a cui ha aderito anche la Regione nel mese di aprile. Sarebbe questo il primo passo per il contratto di fiume, che coinvolge ulteriori aspetti (e operatori), oltre a quelli del contesto paesaggistico e ambientale, quali ad esempio il turismo e l’economia in genere di quei territori, per una loro complessiva e complessa valorizzazione».

Nei giorni scorsi lei insieme al direttore dell'Asl di Brindisi, Pasqualone e al direttore dell'Arneo Caputo, avete aderito all'invito de «L'Isola che non c'è» a fare un sopralluogo. Cosa è stato deciso? In quella occasione è venuta fuori una importante proposta: restituire al territorio l'immobile di villa Romatizza, una bellissima villa dell'Ottocento con parco annesso, prospiciente il Canale Reale abbandonato da anni e di proprietà della Regione. Lei ha promesso se ne occuperà personalmente. Cosa si sta facendo per giungere a questo progetto annunciato: fare cioè di quell'immobile un Centro di ricerca e lavorazione del plasma delle tre Asl?

«Il sopralluogo presso la proprietà della Asl è significativo per i suoi esiti rispetto alle considerazioni precedenti. Si è convenuto che la proprietà deve effettuare a breve la pulizia dell’area, di sua competenza anche ai fini della sicurezza antincendio, attraverso la sfalciatura e la rasatura delle erbe infestanti. Tale trattamento consentirà di godere pienamente della bellezza del sito lungo il canale, con i suoi alti pini mediterranei che già prefigurano un parco. Qualche panchina, e magari un punto di ristoro, potrebbero agevolarne la fruizione pubblica ed il presidio dei luoghi, per la loro tutela e gestione. Proprio in quel contesto è stata accennata dal direttore della Asl Brindisi, dott. Pasqualone, la possibilità concreta di rivitalizzare parte dell’immobile come centro di lavorazione e smistamento del plasma per le Asl di Brindisi, Lecce e Taranto. Questa sarebbe la vera ipotesi di valorizzazione del sito: il parco ed il centro di ricerca si valorizzerebbero a vicenda, anche grazie all’ottima accessibilità viaria garantita già in zona. La scelta del sito per questa funzione deriva dalla presentazione di un progetto-proposta da parte della Asl Brindisi, che ben evidenzi i suoi punti di forza, alla regione, nella persona del direttore di dipartimento Dott. Ruscitti, che la valuterà tecnicamente, anche in relazione alle eventuali alternative esistenti, trattandosi di un servizio per tre province (la posizione baricentrica potrebbe giocare a favore..). Il presidente Emiliano dirà poi l’ultima parola».

Lei la ritiene realizzabile?

«Ripeto, è possibile, dipende dalla fattibilità della proposta che presenterà la ASL di Brindisi, alternativa al momento rispetto alla proposta della ASL di Lecce. Un elemento favorevole alla collocazione del Centro presso Villa Romatizza a Latiano è costituito dalla sua collocazione rispetto ai tre ospedali: circa 50 km da Taranto, 20 km da Brindisi, 60 km da Lecce e direttamente accessibile dalla strada statale 7. L’ubicazione logistica, fuori dal traffico urbano, in un’ampia zona verde riqualificata, adiacente ai servizi di un area produttiva, potrebbero essere il suo punto di forza».

Nei prossimi giorni, prima del 21 pensa ci potrà essere un altro sopralluogo con l'Associazione che ha riportato alla attenzione della regione e dei sindaci il problema del Canale?

«È opportuno effettuare un sopralluogo preventivo per verificare che il sito sia davvero al suo meglio, niente come la suggestione dei luoghi e la dolcezza di quel paesaggio degradante verso il canale Reale, può aiutare a decidere!».

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