Sabato 20 Aprile 2019 | 08:13

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Lo spiazzo vicino alla Lampara

Trani, addio al parcheggio
in arrivo l'albergo

Ruspe in arrivo in piazza Marinai d'Italia. Già iniziati i saggi sotto la sorveglianza della Soprintendenza

albergo trani piazza marinai

Trani - Da quest’estate l’ampio spiazzo di terreno in piazza Marinai d’Italia, nei pressi dell’immobile comunale denominato La lampara, cesserà di essere un parcheggio per auto. Infatti, nei giorni scorsi, sono iniziati i saggi propedeutici alla realizzazione di un complesso residenziale alberghiero, proposto dalla società Besa, di Minervino Murge, e approvato lo scorso anno dal commissario ad acta insediatosi per definire il lungo iter di quel progetto.
Allo stato sono in corso verifiche, da parte della Soprintendenza, per l’accertamento dell’assenza di reperti di carattere archeologico che, qualora dovessero affiorare, determinerebbero un inevitabile stop al programma dei lavori e necessiterebbero di immediati interventi utili al recupero, tutela e conservazione degli eventuali ritrovamenti. Per quanto è dato conoscere, allo stato non sarebbe ancora emerso nulla di particolarmente rilevante, ma le indagini stanno proseguendo sotto la stretta sorveglianza di personale statale. Quando termineranno e dovessero, ovviamente, sortire esito negativo, la società proponente il progetto potrà dare il via alle edificazioni nel rispetto di quanto approvato dal commissario ad acta, sebbene sul progetto gravi un ricorso al Presidente della Repubblica da parte di un cittadino residente nella zona.
L’iter procedurale era nato nel 2010, quando la società murgiana proponeva al Comune di Trani lo studio di fattibilità del Piano urbanistico esecutivo su quella zona, ubicata tra via Po, viale De Gemmis e piazza Marinai d’Italia. La Besa forniva, di volta in volta, tutte le risposte e correzioni di carattere tecnico alle richieste formulate, e sottoponeva il progetto completo all’attenzione del consiglio comunale che, peraltro, mai si sarebbe occupato di tale questione. Per tale motivo, a causa dell’inadempienza dell’organo elettivo, subentrava d’ufficio, come già accaduto in passato per numerose lottizzazioni, la figura del commissario ad acta.
Nel 2013 la Besa sollecitava il completamento della procedura evidenziando, in particolare, di trovarsi «in forti condizioni di disagio economico a seguito di esposizione bancaria con il proprio istituto di credito, atteso il lungo lasso di tempo (quattro anni) trascorso dal finanziamento ottenuto per l’acquisto del suolo e dalla correlata presentazione del Piano urbanistico esecutivo al Comune di Trani per l’approvazione». I tempi però si sarebbero ulteriormente allungati perché il commissario ad acta sollecitava il rilascio dell’assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica da parte della Regione che, a sua volta, per via della nuova normativa, rimetteva la competenza al Comune di Trani.
Ebbene, soltanto recentemente il dirigente uscente dell’Area urbanistica, Michele Stasi, ha escluso il piano urbanistico esecutivo dalla procedura Vas, pur con prescrizioni e richieste di integrazioni e modificazioni, laddove necessario, degli elaborati precedentemente presentati. La società ha riproposto il progetto, con tutti i chiarimenti del caso, giungendo a determinare, lo scorso 10 giugno, l’approvazione definitiva da parte del Commissario ad acta. Sostanzialmente il progetto prevede l’estensione delle palazzine del complesso, attraverso quasi l’intera area disponibile, su piano rialzato e primo piano.
Nel progetto sono state acquisiti, progressivamente, i pareri favorevoli di Arpa, Soprintendenza, Ministero dei Beni culturali, Autorità idrica pugliese, Servizio reti e infrastrutture per la mobilità regionale, Ufficio sismico e geologico, Soprintendenza archeologica di Taranto, Servizio tutela delle acque regionali.

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