Da una cartolina d’epoca alla foto da drone dei giorni nostri: in mezzo, oltre sessant’anni. E tuttavia, se in quella brillavano bagnanti felici e ombrelloni colorati, in questa spiccano volontari orgogliosi davanti a quel degrado contro il quale combattono. Possiamo riassumerla così la giornata di lavoro sul molo più amato dai tranesi, scelta dai volontari dell’associazione Amici del mare - Gruppo sub per la bonifica del molo San Nicola, portata a compimento nella mattinata di ieri con il supporto di Plastic free e Amiu, con il patrocinio del Comune.
Dal punto di vista urbanistico, marittimo e toponomastico è il molo San Nicola, ma per tutti è «il braccio»: quella lingua di scogli, blocchi di pietra, cemento e asfalto che si estende dalla cattedrale verso levante a protezione del porto, insieme con l’altro, più corto, che parte dalla chiesa di Sant’Antonio Abate. Il braccio, a sua volta, viene da sempre definito lo storico «mare dei tranesi», cartolina vivente di una città che su quel tratto di costa ha costruito parte della propria identità.
Ed è proprio da quella identità che è nata la giornata di ieri, con l’obiettivo di restituire ad uno dei luoghi più simbolici della città la sua bellezza originaria, migliorandone sicurezza e decoro e rafforzando il rispetto per l’ambiente marino. In campo – e in acqua - un folto gruppo di volontari che, dalle primissime ore del mattino, non ha esitato a calarsi in tutti gli anfratti possibili tra blocchi di pietra e scogli, mentre un’altra parte del gruppo scandagliava gli stessi luoghi dal mare.
Quello che ne è venuto fuori è un elenco di rifiuti in gran quantità, soprattutto ingombranti, molti dei quali del tutto inaspettati. Le loro dimensioni avevano fatto sì che il mare non riuscisse in alcun modo a trascinarli via e così, nel tempo, si erano di fatto sedimentati. «Abbiamo trovato di tutto - ha raccontato uno dei volontari -: tante sedie, reti, basi di ombrelloni, secchi, taniche di olio, lattine, bottiglie di candeggina, tanta plastica e poi uno stativo, un ombrellone, una coperta, delle ciabatte. Una quantità e una varietà di materiali che davvero non ci aspettavamo».
La giornata di ieri non è stata un episodio isolato, ma il frutto di una collaborazione ormai consolidata tra l’associazione e l’amministrazione comunale per attività di controllo, monitoraggio ed educazione ambientale. In questo caso si è pulito un luogo demaniale marittimo, dove Comune e Amiu non possono di norma procedere con la pulizia quotidiana delle spiagge dal 15 maggio al 15 settembre. Sono previsti controlli periodici in collaborazione con la Polizia locale e le altre istituzioni, con l’obiettivo di segnalare eventuali illeciti ambientali. Tra le attività rientrano il monitoraggio della costa, la rimozione dei rifiuti trasportati dalle mareggiate o abbandonati e la vigilanza sul divieto di pesca del dattero di mare, specie protetta.















