La Procura della Repubblica di Trani ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di un senza fissa dimora di 47 anni, ritenuto responsabile del violento pestaggio ai danni di Jacopo Musti, anche lui senza tetto di 49 anni, deceduto la scorsa settimana nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Barletta.
L'aggressione in strada si è verificata nel pieno centro di Barletta venerdì 10 aprile, quando l’uomo ha rintracciato la vittima per strada e l’ha colpita con estrema violenza. Un pestaggio, pare, maturato per futili motivi. Pugni e calci, molti dei quali diretti alla testa, sarebbero stati sferrati per diversi minuti, senza lasciare alla vittima alcuna possibilità di difesa. Anche quando si trovava ormai inerme su una panchina, l’aggressione sarebbe proseguita, nella completa indifferenza dei passanti.
Le lesioni riportate hanno provocato una grave emorragia cerebrale, evoluta in un coma da ematoma epidurale e infine nel decesso, avvenuto il giorno successivo. Fondamentali per la ricostruzione dei fatti sarebbero stati i filmati di videosorveglianza acquisiti, che mostrerebbero un’aggressione sostanzialmente unilaterale. L’indagato, riconosciuto dagli investigatori
anche per fattezze e abiti, sarebbe arrivato sul posto, si sarebbe tolto la giacca e avrebbe iniziato a colpire ripetutamente la vittima. A rafforzare il quadro indiziario vi sono anche alcuni messaggi audio inviati tramite WhatsApp a un conoscente, poi acquisiti agli atti. Nei messaggi, ritenuti dagli inquirenti di contenuto confessorio, l’uomo avrebbe manifestato un forte risentimento nei confronti della vittima, in quel momento già ricoverata in condizioni critiche.
Nella notte di sabato, l’indagato (dopo esser stato rintracciato e condotto in caserma) è stato interrogato dal Pubblico Ministero, che gli ha contestato il delitto di omicidio volontario aggravato, e dopo appunto sottoposto a fermo. Adesso si trova in carcere. Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima.















