«In questo mondo che, a volte, sembra così cattivo, a distanza di una settimana abbiamo visto la luce in fondo al tunnel». Le parole di Claudia arrivano con la voce ancora segnata dai giorni difficili, ma stavolta attraversate da qualcosa di diverso: sollievo, gratitudine, forse anche un po’ di stupore. Perché dopo il furto dell’auto, avvenuto all’alba del 12 marzo nel centro di Barletta, ieri sera è arrivato l’incontro che ha cambiato il corso delle cose.
Davanti a loro Raffaele ed Eleonora Matino, padre e figlia, titolari di una concessionaria in vicinale Petraro. Sono stati loro, dopo aver letto la notizia, a decidere di donare un’auto alla famiglia, colpita da un furto che era molto più di un danno economico.
Quella Ford C-Max rubata non era solo un mezzo di trasporto. Era lo strumento indispensabile per accompagnare Mattia, quasi sei anni, alle visite mediche tra Bari e Foggia. Il bambino soffre di problemi di deambulazione e strabismo, conseguenze di una sofferenza neonatale durante il parto. E dentro quell’auto c’era la quotidianità di una famiglia: tre seggiolini, le corse in ospedale, la gestione di tre figli piccoli.
«Sul pass c’era la foto del mio Mattia – racconta Claudia – e continuo a chiedermi come sia stato possibile che non abbiano provato nulla. Né vedendo lo stallo per disabili, né il contrassegno, né entrando e trovando i seggiolini dei bambini. In quell’auto c’erano le nostre giornate, parte della nostra vita».
Il furto aveva avuto conseguenze immediate: una visita già programmata era stata annullata, mentre restava l’incertezza su come affrontare le successive. Poi, in pochi giorni, qualcosa si è mosso. «Grazie all’auto che abbiamo ricevuto in dono da queste due persone stupende – continua Claudia – potremo tornare a portare Mattia in ospedale già dalla prossima settimana. È stato un gesto inaspettato che ci ha reso felicissimi. Nel mondo c’è anche bellezza e bontà, queste cose vanno moltiplicate».
L’incontro tra le due famiglie è stato semplice: «Eleonora si è “innamorata” di Mattia – aggiunge la madre – ed è stato un modo per conoscere persone davvero speciali».
A confermarlo è proprio Eleonora, che racconta il senso di questa scelta. «È stato bellissimo conoscerli, vedere Mattia e i suoi fratellini. Per noi è stato un gesto spontaneo: ci siamo messi nei loro panni. Questo posto per noi non è solo una concessionaria, è casa. E in qualche modo è come se qui fosse tornata la famiglia, nel senso più alto del termine».
Un gesto che si inserisce in una storia già segnata da attenzione verso gli altri. La concessionaria, infatti, è parte di un’azienda agricola a conduzione familiare, che in passato ha aperto i propri spazi anche a famiglie con bambini autistici, offrendo momenti di gioco e serenità in un ambiente protetto. «I bambini venivano qui, giocavano, ridevano – racconta Raffaele – e le mamme potevano stare tranquille. È questo che vogliamo continuare a fare».
Intanto l’auto è pronta. Gli ultimi ritocchi, la documentazione sistemata, la consegna fissata: lunedì sera la famiglia potrà ritirarla. E tornare, finalmente, alla normalità. Non quella perfetta, ma quella possibile. Quella che, ogni tanto, passa anche dalla gentilezza degli altri.















