«Lunedì 17 agosto è prevista la tappa barlettana del Jova Summer Party, ma della idoneità dell’ex cartiera, nella quale ne è programmato lo svolgimento, al momento si sa poco o nulla». A lanciare l’allarme è il capogruppo consiliare di Barletta al Centro, Michele Trimigno.
Già due mesi fa, era il 20 gennaio, il consigliere aveva inviato una richiesta di informazioni al presidente della Provincia Bat Bernardo Lodispoto, al Prefetto Flavia Anania, al dirigente Ambiente della Bat Nicola Cortone, al sindaco di Barletta Cosimo Cannito e al direttore generale dell’Arpa Vito Bruno. Le perplessità sulla salubrità della zona nascono dall’abbandono ultra trentennale (il complesso industriale ha chiuso nel 1990) e dalle conseguenze dell’incendio che il 29 dicembre del 2019 colpì l’azienda per il trattamento dei rifiuti Dalena Ecologia, nella zona industriale, con ricadute che interessarono anche la stessa area dell’ex cartiera.
Subito dopo il rogo, un’equipe di Arpa Puglia, insieme al Nucleo Ambientale della Polizia Locale e agli operatori della Asl Bt, effettuò campionamenti e verifiche. Da quelle indagini risultò che l’area è potenzialmente contaminata. Di qui le istanze sollevate da Trimigno due mesi fa ed alle quali sono arrivate alcune risposte.
«Su sollecitazione della Prefettura - ha spiegato il consigliere - mi hanno risposto l’Arpa in data 25 febbraio 2026, la Provincia Bat in data 2 marzo 2026 e il 17 marzo anche il Comune di Barletta». Entrando nel dettaglio, Trimigno ha evidenziato che «in base alle tre risposte, la prima della direttrice del Servizio territoriale e Dipartimento Bat dell’Arpa Rosaria Petruzzelli e del dirigente provinciale ad interim all’Ambiente Nicola Cortone, la terza del dirigente comunale all’Ambiente Francesco Lomoro, ho dedotto quanto segue: dalle indagini effettuate su quell’area sono stati rilevati i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per quanto riguarda diossine e furani e policlorobifenili. Tale superamento è rilevante per le tre sostanze nel caso di uso agricolo di quella superficie e per i soli policlorobifenili diventa rilevante l’utilizzazione a verde o residenziale, mentre non sono stati rilevati superamenti per quanto riguardo l’utilizzo a scopi commerciali o industriali».
Alla luce di questo, per Trimigno «la previsione di un mega concerto su un’area qualificata come area industriale dismessa, ritenuta al momento idonea a soli usi commerciali e industriali pare suscitare più di un interrogativo, anche sulla base del fatto che, fatta data alla metà di marzo, non risulta trasmessa alcuna richiesta per rivalutare il rischio ambientale».
Questa, per il consigliere, è una mancanza, perché «il dirigente della Provincia parla chiaro spiegando che lo svolgimento di un evento pubblico di rilevante affluenza comporta, sotto il profilo tecnico-ambientale, una modifica dello scenario di esposizione rispetto a quello tipico di un sito industriale dismesso, con possibili riflessi sulla valutazione del rischio. E il dirigente all’Ambiente del Comune di Barletta puntualizza: l’incidenza dell’evento sul possibile cambio di destinazione d’uso dell’area andrà valutata eventualmente dal dirigente del settore Urbanistica del Comune di Barletta. L’incidenza dell’evento sull’utilizzo del sito andrà valutata poi nell’ambito del procedimento relativo all’autorizzazione per pubblico spettacolo di competenza dello Sportello unico attività produttive».
Infine, un interrogativo. «Mancano solo 5 mesi al mega concerto di lunedì 17 agosto, ma - ha concluso Trimigno - l’impressione è che si continui a navigare a vista. Perché?».














