Piano Casa, Pnrr, sicurezza, conti e futuro: il sindaco di Barletta Cosimo Cannito fa il punto sull’agenda della città.
Partiamo dalla coda, il 2025 si è chiuso con la mancata approvazione del Piano Casa.
«Lo approveremo credo a fine mese, dobbiamo limare qualche proposta, non ci sono problemi di tenuta della maggioranza: almeno io ne sono convinto. Mi spiace, invece, che il Pd sia contro il Piano Casa che è una legge voluta proprio da loro e colgo l’occasione per dire che non c’è nessuna corsa al mattone: sto inoltrando le affermazioni del consigliere Antonello Damato alla Procura della Repubblica affinché ne abbia visione e valuti se intervenire o meno nel merito».
C’è, però, chi sostiene che sarebbe meglio occuparsi prima del Pug.
«Credo che questa settimana approveremo la delibera di Giunta, ma le procedure sono abbastanza lunghe: rimandare ulteriormente Piano Casa e B5 sarebbe un danno economico per la città».
Ha detto che non ci sono problemi di maggioranza, eppure le fibrillazioni non mancano.
«A Barletta, come credo in tutti i Comuni, ci sono sempre state diversità di vedute sui temi urbanistici. L’importante è andare avanti, tenendo conto che l’urbanistica della nostra città ha già determinato una visione che non è quella che avremmo voluto. Ma questo non dipende da questa amministrazione, come si vuole far credere».
Restando alla politica, cosa si aspetta da Antonio Decaro?
«Io ho le prove che la Regione Puglia ha sempre avuto un occhio storto nei confronti di Barletta e ci ha penalizzati. Ho l’elenco dei progetti presentati e nessuno è stato approvato. Mi auguro che Decaro cambi rotta, in primis chiudendo il ciclo dei rifiuti: fino a quando la Regione non lo farà, i cittadini pugliesi pagheranno la Tari più alta d’Italia».
A proposito, come va la raccolta differenziata?
«Siamo intorno al 70%. Abbiamo le isole ecologiche mobili e fisse che stanno dando buoni risultati. Non è vero che Barletta ha la Tari più alta di Puglia: se si guardano i dati, è Andria».
Un anno fa parlavamo della sfida del Pnrr. A che punto siamo?
«Ci sono luci e ombre, come in tutti i Comuni. Stiamo andando bene sugli asili nido, sulle scuole materne, sull’adeguamento antincendio degli edifici scolastici. Abbiamo problemi sul playground, che è stato rimodulato migliorandone il progetto. C’è la questione del convento di Sant’Andrea, dove siamo in una situazione di contenzioso con i proprietari dei sottani, ma andremo avanti con la procedura di esproprio. Per villa Bonelli abbiamo ottenuto una proroga di tre mesi dal Ministero, ma contiamo di aprire prima».
Sono tanti i cantieri in città.
«C’è il parcheggio di via delle Querce, quello di via Dante Alighieri, quello di via degli Ulivi e altri ancora. Stiamo andando bene. Nella 167 si stanno realizzando opere che si attendevano da trent’anni».
E l’orto botanico?
«Ci sto lavorando tutti i giorni. Qualche giorno fa c’è stata la terza aliquota e stiamo aspettando che il nostro laboratorio di riferimento e l’ARPA ci forniscano i risultati per poter predisporre il piano di rischio, la bonifica e capire quale tipo di intervento sia necessario».
Questione ambientale. L’anno scorso si è aperto con le polveri giallo-arancioni e ancora non ci sono risposte definitive. I problemi sono tanti.
«Credo che se la Procura avesse individuato situazioni di pericolo per la pubblica incolumità sarebbe intervenuta. Continuiamo a monitorare Timac, Cementeria e le altre attività industriali. Entrerà in funzione finalmente il Canale H, anche se pure lì ci sono problemi burocratici».
E il verde pubblico?
«Questa amministrazione, per la prima volta nella storia della città, ha fatto un censimento del verde. Sappiamo quali alberi vanno abbattuti perché le radici danneggiano strade e marciapiedi. Servono risorse importanti. Gli interventi saranno fatti in lotti separati. Stiamo partecipando a un progetto di rinaturalizzazione del verde pubblico. I nostri giardinieri oggi sono formati: non ci saranno più capitozzature violente. Però ci sono pini e olmi da abbattere, marciapiedi da ripristinare. Molti debiti fuori bilancio derivano da cadute dei cittadini per buche e pavimentazioni sollevate».
Altro tema è quello della sicurezza, il 2025 è stato un anno durissimo.
«L’8 gennaio avrò un incontro con il nuovo prefetto e chiederò maggiore attenzione per l’ordine pubblico e la sicurezza. Le forze dell’ordine stanno operando egregiamente, ma serve una maggiore percezione di sicurezza. Strumentalizzare l’ordine pubblico per fare opposizione politica non è corretto: è una questione di competenza dello Stato, anche se il Comune collabora attivamente. Ogni episodio negativo rischia di danneggiare l’immagine della città, mentre noi stiamo lavorando per renderla sempre più bella, ospitale e vivibile».
A proposito, il braccio di Levante riaprirà in estate?
«Ho incontrato con il comandante della Capitaneria di Porto. Durante l’estate i lavori si fermeranno e mi assumerò la responsabilità della gestione della sicurezza di quel luogo per poterlo riaprire».
Altro tema sentito è quello delle strade.
«Sono oggettivamente disastrate. Abbiamo già accantonato 500mila euro per sistemare alcune arterie. Inoltre abbiamo ottenuto un milione e mezzo dal governo. Chiedo pazienza ai cittadini perché stiamo preparando la città al futuro: fibra ottica, sostituzione dei cavi elettrici obsoleti da parte di Enel, interventi dell’Acquedotto sulle condotte idriche e fognarie del 1920».
E gli impianti sportivi?
«Abbiamo aperto il corpo basso del Palaborgia. Per il Green Park attendiamo il finanziamento regionale, mentre per il PalaMarchiselli stiamo procedendo con fondi comunali: tra novanta giorni avremo l’esecutivo, poi l’impianto sarà demolito e ricostruito secondo criteri moderni di sicurezza e funzionalità. Abbiamo ristrutturato molte palestre. Al “Simeone” abbiamo completato l’illuminazione notturna».
Eventi e bilancio: che anno sarà?
«Torna Jovanotti in una nuova location. Sul Certame della Disfida non credo riusciremo per mancanza di fondi, ma attendiamo. Tenere i conti in regola è fondamentale. Tutti i sindaci di Barletta fin qui ci sono riusciti. Un Comune in dissesto è paralizzato. Il bilancio non sarà emozionante: meno fondi dallo Stato, ma grande attenzione al sociale, agli anziani, ai minori. La refezione scolastica resta tra le più basse d’Italia. Dobbiamo però reperire risorse per arredi e funzionamento degli asili nido».
Siamo nella seconda parte del mandato. Quale eredità vuole lasciare?
«Ho sempre messo passione, cuore, coraggio e fatica per Barletta. Di certo continuerò a interessarmi della città per dovere civico. Le forze politiche di maggioranza dovranno decidere il futuro candidato sindaco. Mi auguro che sia una scelta che venga dalla città e non dall’alto».
Un augurio ai barlettani per il 2026.
«Buona salute, prosperità economica e, soprattutto, la fine delle guerre. Le guerre aumentano i costi e rendono più difficile governare una città. Meno soldi significano meno possibilità di intervenire sul tessuto sociale e strutturale».
















