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Trani, Contrada Monachelle allarme inquinamento

Trani, Contrada Monachelle allarme inquinamento

I roghi dei misteriosi scarti della lavorazione olearia

25 Giugno 2022

Nico Aurora

TRANI - Ci sono persino le coordinate particellari e il foglio di mappa a corredo della certosina ricerca che alcuni cittadini volenterosi, e soprattutto collaborativi, hanno compiuto per localizzare il luogo da cui, ormai da due settimane, si alimentano roghi che rilasciano odori molesti che raggiungono la città e determinano le vibrate proteste della popolazione.

Siamo in contrada Monachelle, nell’agro di Trani, non distanti dal parco di Santa Geffa, dalla vecchia discarica comunale, dall’antica masseria Sant’Elena e da quella ex «cava fumante» di alcuni anni fa, che però, nonostante avesse notevolmente impressionato l’opinione pubblica all’epoca, aveva bruciato prevalentemente plastica.

Qui, invece, siamo in presenza di scarti della lavorazione olearia e, secondo alcuni addetti ai lavori, il problema sarebbe proprio questo: infatti, in quanto possibili scarti di sansifici, potrebbero esserci incendi ancora per lungo tempo.

La ragione starebbe nel fatto che il gas che si usa nell’estrazione di olio di sansa è auto comburente a temperatura ambiente e, non per nulla, nei depositi di sansa trattata vi sono addetti alla sorveglianza e spegnimento dei focolai che continuamente si attivano negli ammassi di materiale.

Ma cerchiamo di ricostruire con maggiore chiarezza quello che è accaduto in quest’ultimo periodo. Come detto, grazie alle immagini registrate da una missione di volo di un cittadino che ha contribuito alla causa, si può affermare che il luogo in cui si sviluppano i quasi quotidiani incendi che determinano la diffusione di odori molesti in città sia sempre lo stesso, di contrada Monachelle, in cui lo scorso 13 giugno divampò un primo, violento incendio di scarti della lavorazione dei frantoi. Il rogo fu spento e l’area messa in sicurezza dai Vigili del fuoco anche con l’uso di escavatori, ma evidentemente i roghi continuano ad alimentarsi.

Non sarebbe da escludere, peraltro, che i nuovi avvengano con l’apporto di nuovo materiale, come sembrano suggerire, alcune tracce recenti di pneumatici nel terreno a margine delle chiazze nere che contengono il materiale combustibile.

Le riprese sono avvenute alle 20:30 di giovedì scorso, 23 giugno, orario propizio per distinguere ancora con chiarezza quale fosse l’area grazie alla luce naturale ancora presente ed al fumo che si sollevava e faceva da contrasto alla parte oscura oggetto di combustione. Il sito non appare custodito.

Di tali circostanze, anche sulla base di quanto già accaduto quel 13 giugno, è informata l’autorità giudiziaria così come, parallelamente, l’amministrazione comunale.

L’assessore all’ambiente, Pierluigi Colangelo, nei giorni scorsi, a seguito della dispersione di odori molesti in città, aveva compiuto un giro del territorio soffermandosi in altri punti dell’agro di Trani e scoprendo sterpaglie in fiamme con dentro tubazioni e rifiuti.

Il cuore del problema, però, sembra risiedere proprio in contrada Monachelle, e adesso anche gli uffici di Palazzo di città hanno tutti gli elementi per intervenire con eventuali misure di cautela attraverso la Polizia locale.

Si attende, altresì, che siano interessate e attivate, come nel caso della cava fumante di alcuni anni fa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, per i monitoraggi della qualità dell’aria nella zona, ed il Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl Bt, per quanto di rispettiva competenza.

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