T rascuratezza o, più semplicemente, indifferenza per quelli che sono i colori più famosi d’Italia? La domanda sorge spontanea notando a Barletta l’assenza del tricolore, ormai da qualche settimana, sull’attuale sede dell’Ufficio tecnico comunale (su corso Garibaldi angolo corso Cavour), o osservando il tricolore che assieme al drappo azzurro dell’Unione europea, fa «cattiva» mostra sul portale d’ingresso del palazzo che ospita l’ufficio del Giudice di pace a Corato.
Siamo nella centrale piazza Sedile ma, in realtà, se prestassimo più attenzione, ci accorgeremmo che la vetustà è un male diffuso e contagioso tra i gloriosi vessilli che nei nostri comuni (a nord come a sud di Bari) dovrebbero fare bella mostra ed essere «esposte in buono stato e correttamente dispiegate all’esterno degli edifici pubblici». Ma a Corato, quello che ci sta dinanzi, alzando lo sguardo, non è certo lo splendente vessillo carico di decoro
e sacralità, sinonimo di secoli di storia eroica e prestigiosa, simbolo di un’Italia che da sempre ha significato, nel mondo, cultura, costume e bellezze naturali. E, semmai, un sozzo cencio che, attorcigliato attorno all’asta che mestamente lo sorregge, ha quasi vergogna di sventolare. Una bandiera dai colori tristemente smorzati, a tratti anche sbrindellata, che sovrasta la testa di chi, ogni giorno, tra avvocati e cittadini-utenti, si reca in udienza dinanzi al giudice di pace o per sbrigare pratiche giudiziarie. Sempre, comunque, indaffarati e assorti dalla carte e dai mille pensieri, tanto da costringerli a non degnare, mai, uno sguardo a quel simbolo di stoffa che, dal 1797, rappresenta l’Italia intera e che la stessa Costituzione, sì la stessa carta costituzionale (articolo 12) ne sancisce il rigore e il decoro. Un tricolore che, in questa centrale piazza coratina (e anche altrove in verità), ha da tempo perso il suo aspetto originario sotto il peso della pioggia, del vento, del freddo e del caldo. E’ diventato, insomma, un semplice pezzo di stoffa condannato ad essere imbrattato dallo smog delle nostre città indaffarate ed indifferenti.
A Barletta, sull’attuale Ufficio comunale non c’è più. A Corato, invece, non sventola più, quasi si è rifiutata di farlo. Aspetta soltanto di venire definitivamente giù a brandelli. Forse, solo allora qualcuno si accorgerà che l’Italia tricolore è davvero caduta «in basso».
E, forse, solo allora verrà sostituita.
















