Sabato 17 Novembre 2018 | 09:25

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Trani, tira e molla sulla discarica:
ecco perchè le dimissioni all'Amiu

La decisione dell'amministratore Guadagnuolo di lasciare la carica alimenta un caso nel nord barese

Trani, tira e molla sulla discarica:ecco perchè le dimissioni all'Amiu

Trani - «Sono costretto a sollecitare, ancora una volta, il riscontro alle ulteriori richieste in merito alla messa in sicurezza di emergenza della discarica. Alla data odierna non è pervenuta alcuna nota in merito». Così l’ingegner Alessandro Guadagnuolo, in un passaggio della relazione trasmessa lo scorso 29 ottobre al sindaco, Amedeo Bottaro, quale rappresentante del socio unico dell’ex municipalizzata, vale a dire il Comune di Trani.

Il peso dei costi della discarica chiusa, che non produce utili ma soltanto spese, è il cuore delle tante lamentele dell’amministratore unico, dimissionario da quello stesso 29 ottobre, dopo l’assemblea dei soci andata deserta per assenza del sindaco stesso all’incontro previsto.

Guadagnolo fa sapere che «per l’anno 2019 i costi relativi all’emungimento del percolato e delle acque meteoriche che si accumulano nella vasca di raccolta già funzionante, al servizio dei lotti 1 e 2, si sarebbero ridotti rispetto al 1.200.000 euro del 2018 per effetto della copertura completa di quei lotti, ormai quasi ultimata, ma anche per il rientro nei parametri dalle acque di falda emunte dai pozzi al servizio della discarica».

Quanto al piano di caratterizzazione in corso, Guadagnuolo precisa che «si tratta di lavori compiuti dal Comune di Trani, sui quali l’ente non ha ancora fornito all’Amiu alcun riscontro in merito alla procedura ai sensi del testo unico, la cui attivazione è stata già richiesta sia dalla società, sia dal collegio sindacale, e viene ritenuta necessaria per autorizzare la gestione temporanea delle acque accumulate nella vasca attraverso il recapito delle medesime acque nell’attuale impianto di trattamento e smaltimento delle acque meteoriche a servizio delle strade e piazzali della discarica».

L’ex Au fa notare che, «fino alla messa in esercizio del nuovo recapito finale, previsto nei lavori di messa in sicurezza del terzo lotto, tale soluzione consentirebbe una migliore gestione delle acque meteoriche, nonché una sensibile riduzione dei costi di gestione ad esse connessi. Invece, il mancato riscontro da parte del Comune di Trani alle richieste della società ha creato e sta creando notevoli disagi nella organizzazione aziendale, in quanto non è possibile fare alcuna valutazione sulle quantità di acque meteoriche da gestire e, quindi sulle previsioni economiche temporali da indicare nella procedura di affidamento ed eventuale servizio simile a quello già attivato per il percolato».

Nel frattempo, come è noto, è di 5.800.000 euro il costo dell’intervento previsto per la messa in sicurezza del terzo lotto della discarica, in attuazione del progetto esecutivo redatto dalla Associazione temporanea di imprese Romanazzi-Boscia e associati, depositato da Amiu lo scorso 25 giugno, a seguito di aggiudicazione di gara, presso il Comune di Trani. Palazzo di città, con il supporto di Amiu, ha candidato il progetto esecutivo al finanziamento regionale, avocando a sé tutti gli adempimenti relativi all’esecuzione. Ebbene Amiu, lo scorso 25 settembre, ha richiesto al Comune di provvedere, nell’immediatezza a due passaggi: fare proprio il contratto stipulato tra l’operatore economico individuato e la stessa Amiu, per tutte le attività previste ad esclusione delle sole prestazioni relative alla progettazione esecutiva, già espletate in favore di Amiu ed approvate dal Comune di Trani, che saranno liquidate da Amiu; mantenere la messa in sicurezza del terzo lotto in capo al Comune di Trani, sollevando Amiu da ogni onere ad essa connesso. Le assenze di risposte hanno ulteriormente irrigidito l’ex Amministratore unico, che si è sentito impossibilitato a predisporre qualsiasi pianificazione utile al buon funzionamento dell’azienda.

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