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Inchiesta "vallettopoli" Corona e le sue "spine"

Inchiesta "vallettopoli" Corona e le sue "spine"

Inchiesta "vallettopoli" Corona e le sue "spine"

 

Venerdì 16 Marzo 2007, 13:24

27 Gennaio 2026, 18:28

ROMA - Non solo vallette, foto, estorsioni e ricatti. Fabrizio Corona - stando all'inchiesta della magistratura in corso a Potenza - avrebbe costruito un giro d'affari che sfrutterebbe tutti i canali abituali del «guadagno facile», dall'evasione fiscale al riciclaggio, con tanto di
commercialisti compiacenti e conti bancari in Svizzera. Dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Potenza Alberto Iannuzzi emerge un disegno di arricchimento «ossessivo», spesso condito di espedienti grotteschi, che si fonderebbe su dichiarazioni dei redditi improponibili, fatture false e tasse non pagate. Un disegno che la moglie Nina Moric avrebbe sintetizzato eloquentemente in «una vita che fa schifo», fatta di «soldi marci».
Tanta frenesia, avrebbe spiegato lo stesso Corona alla moglie, che si sarebbe giustificato con un obiettivo a breve scadenza, il sogno di guadagnare tanto da smettere di lavorare nel giro di due anni. «Io tra due
anni... questa merda qua non la voglio più vedere, io tra due anni mi trasferisco al mare... non lavoro più mi sono rotto i coglioni... oggi sono tornato dopo che ho fatto duemila giri avevo trenta persone da pagare... trenta... trenta... tutti in fila ad aspettare i soldi... tutti.... ed il commercialista... e la casa... ed il conto in Svizzera che va spostato...», si giustifica Corona, provato da una vita che non gli avrebbe lasciato «neanche il tempo di pisciare».
Le telefonate con la Moric e quelle con i suoi più stretti collaboratori sembrano ricostruire nei dettagli un'attività lucrosa che trova riscontro anche negli accertamenti all'anagrafe tributaria, nelle visure immobiliari e bancarie eseguite dalla polizia giudiziaria e messe nero su bianco dal giudice per le indagini preliminari.
Il punto di arrivo dell'attività investigativa è che i beni immobili e mobili «siano stati ragionevolmente acquistati con il provento dell'attività delittuosa posta in essere», che le società siano state costituite «con denaro proveniente da attività delittuosa» e siano «strumentali
nell'esecuzione del disegno criminoso»; i conti correnti siano stati «alimentati con denaro proveniente dall'attività delittuosa posta in
essere».
Il fotografo, mago del merchandising, diffondeva il suo marchio negli ambienti frequentati dai vip e, alla vigilia dall'arresto, girava per Milano a bordo di una lussuosa Bentley, che gli procura guai: i carabinieri lo fermano una settimana fa e lui li insulta, facendo resistenza a pubblico ufficiale e finendo in manette.
Il tempo di uscire e, senza la patente perché sospesa, viene fermato dalla Polizia municipale e costretto a prendere un taxi.
I numeri che emergono dall'indagine patrimoniale sul suo conto sono assolutamente modesti. Le dichiarazione dei redditi sono quelle di un nullatenente: 20mila nel 1999, 5728 nel 2002, reddito zero nel
2003 e 2004. L'agenzia "Coronàs" vede crescere progressivamente gli utili che restano sempre però su cifre assolutamente contenute: 78.951 euro nel 2003, 222.976 nel 2004, quasi 150.000 nel 2005.
La predisposizione del denaro necessario a chiudere una compravendita di un immobile a Milano, e le conversazioni con il commercialista che si susseguono, accendono il faro su un giro d'affari milionario, con pagamenti mensili a «dipendenti» di diverse centinaia di migliaia di euro. Corona riferisce di avere alcuni problemi a reperire i 300mila euro necessari per la stipula del contratto definitivo perché deve ancora incassare 1.900.000 euro di fatture. «Vado a fare una rapina, se vuoi vado a fare una rapina», scandisce, chiedendo di posticipare l'atto di almeno tre mesi, perché «sai quanto fatturo e io pago almeno 200mila euro al mese». Eloquenti anche le affermazioni del commercialista che, in un altro passaggio chiarisce: «L'obiettivo mio è creare tutto un giro a giustificazione di tutto».
Lo strumento contabile citato più di frequente è quello relativo agli «emolumenti all'amministratore». La formula ricorre per giustificare i trasferimenti di denaro dal conto della "Coronàs" a quello personale del fotografo. Ma non tutto è sempre pianificato a tavolino. Così, arrivano somme impreviste, «oggi ho recuperato 20mila euro e non so neanche come», dice Corona alla Moric durante una delle litigate innescate dalla gelosia.
E anche uscite che agli occhi del paparazzo appaiono incomprensibili. È il caso di 227mila euro di imposta di registro pari al 10% sull'acquisto di una casa da 2,3 mln di euro. La notizia gli arriva dal commercialista, che spiega: «È come se tu devi pagare 227mila euro di tasse, però te lo sconti poi, va caricato al costo della Carlos...», che è la società che si occupa di acquisto, vendita e gestione di immobili di cui Corona è socio unico.
L'attività illecita più consistente che emerge dall'ordinanza è quella del presunto riciclaggio del denaro che deriverebbe dalle eventuali estorsioni. Un flusso che finisce dritto in un conto svizzero. Corona, in una delle intercettazioni che il giudice riporta, si dice preoccupato e avverte la moglie che il conto in Svizzera va spostato «perché quella banca è sotto controllo... mercoledì tienti libera perché mercoledì dobbiamo andare in Svizzera», prima di sbottare: "... Ma tu che cazzo ne sai .... dei problemi...»
Proprio le tefonate con Nina Moric, che ricorrono in più passaggi del provvedimento, assumono per i magistrati i tratti di una vera e propria confessione. La moglie contesta al marito uno stile di vita insopportabile e lui ribatte: «dove vado non te lo dico... e tornerò stasera alle tre e domani alle nove ciò boxe, alle 11 ho l'aereo per Roma ... e devo andare a recuperare i trecentomila euro».
Riscossioni di denaro intervallate dalla cura del fisico, i vezzi del manager e la disinvoltura del faccendiere consumato che si mescolano in una continua ammissione di colpevolezza. «Sì, rovino la vita .... sono un pezzo di merda ... e i sensi di colpa ... non c'ho più neanche i sensi di colpa ... non ce li ho più», replica alle accuse.
Poi arriva anche una mezza giustificazione. «Però questa gente - dice dei calciatori che ricatta - incula i soldi perché pensa di guadagnare sette milioni di euro otto milioni di euro... non giocano... fa schifo ... non fa niente .... perché incula la gente .... perché dovrebbe fare sacrifici .... e allora io faccio questo».
Ancora più dura quella che sembra una vera e propria resa dei conti con la moglie che lo vuole lasciare. «Non ti darò una lira!!!! Dovrai pagare una marea di tasse... non ti darò una lira per il mantenimento... lo sai per il mantenimento del figlio... io quanto dichiaro di utile l'anno? Sai quanto ti do al mese? Ti do 500 euro al mese anche se andiamo per le vie legali ... lo vuoi sapere questo? Lo vuoi sapere che tu hai un mutuo di 10.000 euro? Vuoi sapere quanti soldi abbiamo da pagare?», la avverte, facendosi forte di un rapporto con il fisco da vero e proprio nullatenente. Malgrado la Bentley...

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