Martedì 10 Febbraio 2026 | 16:32

Basilicata, in campo il comitato per il referendum: «Abolire i vitalizi»

Basilicata, in campo il comitato per il referendum: «Abolire i vitalizi»

 
Antonella Inciso

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Antonella Inciso

Basilicata, in campo il comitato per il referendum: «Abolire i vitalizi»

Angelo Summa, segretario regionale della Cgil pensionati: «Sono un privilegio inaccettabile rispetto ai lavoratori che vivono una condizione di grande disagio economico. Con il solo versamento di 5 anni di contributi si ha diritto ad una pensione di 600 euro al mese»

Martedì 10 Febbraio 2026, 12:58

Un esposto alla Corte dei Conti sull’invarianza di spesa, una diffida ad adempiere alla Consulta, una verifica sulle norme per gli ex consiglieri regionali che hanno già presentato la richiesta per l’indennità ed una nuova mobilitazione nelle prossime settimane. A poche ore dalla nuova seduta del Consiglio Regionale e dopo le prese di posizioni di Cgil, Cisl e Uil, il Comitato referendario per l’abrogazione della legge sui cosiddetti vitalizi alza, di nuovo, la voce per chiedere l’abolizione della legge. “Siamo in presenza di azioni autoreferenziali, sbagliate, dannose che aumentano i costi della politica in modo significativo oltre i 2mila euro al mese. Sono un privilegio inaccettabile rispetto ai lavoratori che vivono una condizione di grande disagio economico. Con il solo versamento di 5 anni di contributi si ha diritto ad una pensione di 600 euro al mese. Voglio vedere quale lavoratore può avere diritto alla pensione dopo 5 anni di contributi” tuona Angelo Summa, segretario regionale della Cgil pensionati, tra i primi a dare vita al Comitato che spinge per il referendum abrogativo degli articoli 16 e 17 della legge regionale approvata il 30 dicembre scorso che prevede le indennità di funzione per i consiglieri regionali. Con lui, in una conferenza stampa convocata per fare il punto sull’iter referendario e sulle strategie future, rappresentanti politici e sindacali come il segretario regionale dei Verdi, Donato Lettieri, gli esponenti di Sinistra Italiana, Gianni Rondinone, Antonio Placido e Paolo Pesacane, Michele Sannazzaro, Ascanio Donadio, Eustacchio Nicoletti, Giovanna Galeone e Nunzia Armento. “A distanza di un mese dalla nostra richiesta alla Consulta statutaria sull’ammissibilità o meno del nostro quesito referendario non abbiamo ancora avuto risposta se non una semplice Pec che conferma di avere protocollato la richiesta. In assenza di una disciplina attuativa dell’articolo 17 dello Statuto regionale sull’esercizio del diritto referendario, riteniamo che la legge sia abrogabile del tutto in virtù delle Legge regionale 40 del 21 maggio 1980, adottata per dare attuazione all’istituto, all’epoca previsto dall’articolo 68 del vecchio Statuto regionale, e tuttora vigente” continua ancora Summa che parlando di una legge “opaca e discutibile” spiega che “non è vero che i vitalizi vengono fatti in invarianza di spesa”. Di qui, la decisione di denunciare il caso ai giudici contabili. “Fateci votare” è il cartello che i promotori del Comitato agitano mettendo in luce – come dice il segretario Lettieri “– che “i diritti o ci sono o non ci sono”. “E’ una battaglia di democrazia per i diritti dei lucani” continua l’esponente dei Verdi che chiede alla Consulta di “procedere per dare ammissibilità al quesito”. “In Italia nessuno andrà in pensione con 5 anni. È un privilegio inaccettabile” commenta Paolo Pesacane di Sinistra Italiana. “In Basilicata si sta impedendo un diritto costituzionale” sottolinea Giovanna Galeone della Cgil, mentre Ascanio Donadio ricorda come “negli ultimi 5 anni siano andate via dalla Basilicata 25mila persone”. A chiedere il sostegno dei partiti del Centrosinistra è Eustacchio Nicoletti della Cgil: “È fondamentale che le segreterie dei partiti prendano una posizione” dice, mettendo in luce come ad averlo già fatto siano Verdi, Sinistra italiane e Basilicata casa comune. Un richiamo indiretto a Pd, M5S e Psi che si unisce alle parole del consigliere regionale di Bcc, Angelo Chiorazzo, che parla di “una legislatura che ha riportato i privilegi”. “Per chiudere questa pagina vergognosa vanno abrogate quelle norme” ripete più volte Chiorazzo che, con i colleghi delle minoranze, denuncia anche come sul tema “in Consiglio domani (oggi ndr) non ci sarà alcuna discussione”.

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