ACCETTURA - La festa del “maggio”, simbolo identitario della comunità accetturese, è stata funestata da un grave incidente, di cui è rimasto vittima il trentenne Rocco Loscalzo, durante le fasi del taglio dell’albero maschio. Come prescrive il calendario non scritto dell’antica tradizione, ieri, giorno dell’Ascensione, un centinaio di maggiaioli si sono recati di buon mattino nella cerreta di Montepiano per abbattere il cerro più alto e più dritto, che nella funzione/finzione matrimoniale, che si svolgerà il 25 maggio, funge da sposo. Nell’occasione si abbattono altri alberi, che formano il corteo e che sono utilizzati come attrezzi nelle operazioni di innalzamento del pesante tronco. Alcuni maggiaioli, fra i quali c’era Loscalzo, uno dei più abili e coraggiosi scalatori della nuova generazione, erano intenti a recidere le radici di un cerro da trasformare in croccia, ossia con un’estremità lavorata a forcella in cui viene incastrata una carrucola, intorno alla quale scorre la fune di trazione.
Nella caduta, il cerro si è scontrato con un altro albero. Per effetto del sottocavallo, un grosso ramo si è spezzato ed è finito sulla testa di Loscalzo. Mentre il parroco, don Giuseppe Filardi, provvedeva a rincuorare e a riportare la calma tra i maggiaioli, il dott. Nicola Buonanova, che è anche il sindaco del paese, prestava le prime cure. «All’inizio – dichiara Buonanova – la situazione è apparsa severa. Il povero Loscalzo ha perso molto sangue e la zona temporale sinistra si presentava completamente scalpata. Ho provveduto a tamponare l’emorragia e nel frattempo il ferito riprendeva conoscenza».
Con un’eliambulanza Loscalzo è stato trasportato al San Carlo di Potenza, da dove giungono notizie rassicuranti. Più di qualcuno in paese pensa che anche in questa circostanza la mano del protettore San Giuliano sia stata provvidenziale, come quando, agli inizi del 1900, miracolò lo scalatore del tempo, Giuliano Trivigno, che cadde dalla sommità del “maggio” e rimase del tutto indenne.
















