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Ana, in fuga dal Donbass, si ritrova in Basilicata vittima del caporalato

Ana, in fuga dal Donbass, si ritrova in Basilicata vittima del caporalato

Ana, in fuga dal Donbass, si ritrova in Basilicata vittima del caporalato

 
Redazione online

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Comune di Cerignola, dal Ministero 9 milioni di euro per la lotta al caporalato

A Policoro ha raccolto albicocche e pesche, poi a gennaio le fragole nelle serre. «Ci siano affidati a un ragazzo rumeno»

Sabato 19 Agosto 2023, 12:03

 Ucraina di 40 anni, divorziata e con un figlio di 15 anni con problemi di salute, da rifugiata a bracciante vessata. Ana, il nome è di fantasia, da quando è arrivata in Italia ha raccolto fave, mandarini, fragole e pesche nelle serre e nei campi in Calabria e Basilicata.

Ha subito vessazioni e abusi, insulti dal caporale che la portava con un pulmino a lavoro e che le tratteneva ogni giorno 8 euro dalla paga. E’ scappata dalla guerra dal suo paese nel Donbass nell’aprile del 2022 e dopo un viaggio di oltre una settimana è arrivata a Trebisacce in Calabria.

«Mio fratello e sua moglie - racconta - sono braccianti agricoli, e io ho deciso di andare a cercare lavoro con loro». Con altre donne ucraine nell’aprile del 2022 ha fatto la raccolta delle fave. Tutte le donne lavoravano in nero. «Le fave - spiega - fanno diventare le mani tutte rosse, bruciano, ma non ci davano i guanti, dovevamo mantenere le mani sensibili e non ammaccare le fave. Senza sapere ancora la lingua italiana, dovevamo stare zitte, piegate e senza poterci dar un aiuto tra noi donne, non c'erano i bagni. Dalle 7 di mattina alle 5 di pomeriggio».

In Basilicata a Policoro Ana ha raccolto albicocche e pesche, poi a gennaio le fragole nelle serre. «Solo che per spostarci verso la Basilicata e fare avanti e indietro ogni giorno ci siamo affidati a un ragazzo romeno che ci portava con un furgoncino, praticamente siamo finiti sotto caporalato. Gli davamo 8 euro a testa, li prendeva dalla nostra paga. Non c'è alternativa, non ci sono bus o altri mezzi pubblici o dell’azienda agricola per andare nei campi» sottolinea Ana. 

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