Giovedì 19 Febbraio 2026 | 12:47

Per l’antenna dei «veleni» scompiglio a Putignano: comitato cittadino chiede soluzione alternativa

Per l’antenna dei «veleni» scompiglio a Putignano: comitato cittadino chiede soluzione alternativa

Per l’antenna dei «veleni» scompiglio a Putignano: comitato cittadino chiede soluzione alternativa

 
REDAZIONE BARI

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L’antenna dei «veleni» scompiglio a Putignano: comitato cittadino chiede soluzione alternativa

La zona individuata dal gestore telefonico Iliad è di proprietà della moglie del presidente del Consiglio comunale, Saverio Campanella

Giovedì 19 Febbraio 2026, 10:35

La questione è teoricamente amministrativa, trattandosi di una vicenda che tra Comune e Tar Puglia vede appunto coinvolte due amministrazioni pubbliche. Ma siccome tra i protagonisti c’è anche la moglie del presidente del Consiglio Comunale di Putignano, Saverio Campanella, è evidente che alla fine le ripercussioni politiche saranno inevitabili.

Ma procediamo con ordine. A Putignano si sta costituendo un «Comitato del quartiere via generale Luigi Sabato - via Fratelli Bandiera» per protestare contro il progetto di installazione nella zona di una antenna 5G da parte della società Iliad.

«Preso atto del ricorso da parte di Iliad e dell’ordinanza emessa - i numerosi cittadini firmatari dell’istanza - non possono che manifestare tutto il loro allarme per la gravissima evoluzione dei fatti che porterebbe a conseguenti ricadute sul piano della salute pubblica e del decoro urbano e paesaggistico. Tanto premesso - si legge nel documento indrizzato al sindaco - sicuri di trovare nella sua persona, come anche nelle sue capacità amministrative e politiche, soluzioni alternative e che possano contemperare l’interesse privato di Iliad (e ahinoi, anche della proprietà del terreno individuato, di proprietà appunto della moglie del presidente del Consiglio Comunale, con quello di una intera comunità, si chiede un incontro alla sua presenza, e se riterrà del dirigente responsabile, al fine di un proficuo e fattivo confronto che porti alla valutazione di immediate e contingenti misure volte a individuare siti e soluzioni alternative, anche al fine di mitigare e limitare, come detto l’esposizione ai campi elettromagnetici 5g della popolazione residente e dei siti sensibili presenti in zona (il cui impatto sulla salute umana è ancora oggetto di numerosi studi e approfondimenti scientifici in campo europeo e nazionale) oltre che finalizzate alla salvaguardia del nostro splendido territorio da un punto di vista urbanistico e paesaggistico».

La vicenda a gennaio scorso è finita all’attenzione del Tar Puglia che con propria ordinanza, pubblicata il 28 gennaio, sul ricorso proposto da Iliad Italia spa con gli avvocati Filippo Pacciani, Valerio Mosca e Martina Menga contro il Comune di Putignano, rappresentato e difeso dall'avvocato Michele Di Donna, il Suap Associato del Sistema Murgiano (Suap) e l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa - Puglia) rispetto alla richiesta di annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del Comune di Putignano e della deliberazione della Giunta del Comune di Putignano del 9 ottobre 2025 n. 191, avente ad oggetto “Atto di indirizzo per l'aggiornamento del Regolamento Comunale per la localizzazione e l’installazione di impianti per la telefonia mobile e l’emittenza radiotelevisiva, approvato con delibera commissariale n. 46/2004” ha rilevato che con gli atti impugnati, il Comune di Putignano sembra aver esercitato un illegittimo potere di sospensione sine die del procedimento autorizzativo avviato ad istanza della ricorrente essendo rimasto indefinito il termine di approvazione del nuovo regolamento locale di disciplina della localizzazione degli impianti di telefonia mobile e che la mancata approvazione, allo stato, della nuova disciplina regolamentare non impedisca in senso assoluto la conclusione del procedimento in esame alla luce della vigente legislazione nazionale e regionale di settore» ha sospeso l’efficacia degli atti impugnati e fissato per la trattazione di merito del ricorso l'udienza pubblica del 22 settembre 2026».

Nel frattempo la pressione popolare sarà via via sempre più forte. E la politica non potrà restare indifferente.

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