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microcriminalità a bari

«Al Libertà baby-gang
seminano il terrore»

La denuncia di don Marco, parroco della chiesa di San Carlo al Libertà

«Al Libertà baby-gangseminano il terrore»

di ANNADELIA TURI

BARI - «Credetemi, io la sera non voglio stare solo perché ho paura che qualcuno possa farmi del male. Chiedo sempre a qualche collaboratore di aspettarmi per chiudere la chiesa insieme. Una volta mi sono persino ritrovato dinanzi al presepe un ubriaco steso per terra. Così non possiamo andare avanti. Questo quartiere è abbandonato al suo destino». È preoccupato don Marco Simone, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo. Il quartiere in questione è il Libertà.

Parroco da 40 anni, conosce bene la realtà che si vive ogni giorno nella zona dove la microcriminalità spesso si fa sentire. Ma, da qualche mese don Carlo ha il presentimento che la situazione stia sfuggendo di mano un po’ a tutti, a partire dalle istituzioni. Per questo lancia l’allarme e vuole che qualcuno lo ascolti prima che sia troppo tardi.

A seminare paura tra i residenti, più nel dettaglio, è un gruppo di ragazzini tra i 13 e i 15 anni. Schegge impazzite che, durante il giorno, e in particolare la sera aggrediscono, minacciano, picchiano e derubano passanti, anziani soli e commercianti. «L’altra sera è venuta una signora in chiesa - spiega don Marco - e ha raccontato che alcuni ragazzi l’hanno avvicinata, bloccata e scippata portandole via il telefonino. Un episodio analogo si è verificato qualche giorno più tardi. Un signore è stato aggredito. Ha cercato di rincorrere questi bulli - aggiunge don Marco - e mentre correva è caduto fratturandosi un braccio».

E l’elenco degli episodi continua. Nei giorni scorsi è stato preso di mira il titolare di un’edicola in via Corso Mazzini. Anche per lui aggressione in piena regola seguita da una rapina: 50 euro il bottino. E infine, sabato scorso altre due anziane strattonate. «Purtroppo il quartiere vive nel degrado e nell’abbandono totale. Conosciamo bene il contesto, però, credo che ora si stia alzando il tiro - spiega don Marco - a tutto questo si aggiunge il fatto che da sempre, la sera, bivaccano sui gradini d’ingresso delle scuole gruppi di ragazzi e ragazze che puntualmente insultano i passanti. Insomma, qui dopo le 18 c’è il coprifuoco, in particolare la domenica. Non cammina nessuno perché si ha paura di imbattersi in queste situazioni. E sono in tanti a rinunciare alla messa serale».

Inutili, secondo don Marco le richieste di aiuto al sindaco. Per questo ora chiede con determinazione un intervento concreto alle istituzioni. Fino a qualche tempo la presenza dei vigili urbani in zona riusciva in qualche modo a far stare tutti un po’ sereni. Ora non ci sono più neppure loro.

«E’ arrivato il momento di fare qualcosa. Per questo rivolgo il mio appello al questore di Bari - spiega don Marco - abbiamo bisogno di sentirci protetti e al sicuro. Non possiamo lasciare il quartiere nelle mani di questi bulli che ci minacciano in continuazione. Sono disponibile ad aprire le porte della parrocchia per un incontro e trovare insieme soluzioni comuni per il bene della gente».

Intanto, la preoccupazione al Libertà cresce. «Sono stato vittima anch’io di un’aggressione da parte di questi bulletti - spiega un residente della zona - mi hanno circondato. Volevano legarmi per togliermi il cellulare o il portafogli, non so. Però ho reagito e sono riuscito a farli allontanare. Purtroppo non è soltanto la criminalità a spaventarci ma il clima generale che il quartiere vive tra sporcizia, strade utilizzate come deposito di mezzi rubati, traffico in tilt, auto perennemente in doppia fila. Così non si può vivere».

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