Giovedì 24 Gennaio 2019 | 14:01

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Dopo la rapina, la spesa presi in tre ad Altamura Il ferimento in diretta

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ALTAMURA - I Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno eseguito tre fermi di indiziato di delitto, emessi dalla Procura della Repubblica di Bari nei confronti di due uomini e una donna, tutti altamurani. I tre sono gli autori, a vario titolo, della sanguinosa rapina commessa lo scorso 28 ottobre 2015, ai danni di un benzinaio e di un barista, entrambi figli del gestore del distributore di carburanti sulla via Gravina della cittadina murgiana.  In quell’occasione, il più giovane dei rapinatori, il 19enne incensurato, travisato da sciarpa e cappellino, era disceso da una Fiat Uno bianca appena rubata e,  dopo essersi impossessato di circa 300 euro, agendo con inaudita violenza,  aveva esploso due colpi di pistola all’indirizzo dei rapinati, attingendo ad una spalla il barista. Immediate erano scattate le ricerche dei malviventi in fuga, anche con l’ausilio di un elicottero dei Carabinieri, che aveva consentito di rinvenire l’auto utilizzata dai banditi.

I fermati sono Angelo Laterza di 19 anni, Nicola Simone, di 34 anni, e Francesca Lupoli, di 52 anni. Sono tutti accusati di concorso in rapina aggravata e Laterza risponde anche di tentato omicidio.

L’accurato sopralluogo della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale CC di Bari, una capillare raccolta di tutti i video di sorveglianza di zona della città e l’individuazione di preziosi testimoni dell’accaduto, sono stati gli elementi che hanno consentito ai Carabinieri di individuare i due pericolosi rapinatori, entrambi altamurani: uno diciannovenne incensurato, l’autore materiale del ferimento a colpi di pistola; l’altro, un 34enne pregiudicato, il complice che era alla guida dell’auto rubata utilizzata per la rapina.

Sottoposta a fermo, per complicità nel crimine, anche la donna che aveva atteso i rapinatori e, abbandonata l’auto rubata, li aveva portati, a bordo della sua vettura “pulita”, nei pressi di un supermercato dove, in un fondo agricolo, i due avevano nascosto la pistola interrandola alla base di un muro perimetrale. Immediatamente dopo, tutti assieme, con un’incredibile disinvoltura, erano entrati nel supermercato, per fare shopping con i soldi rapinati.

La pistola, una replica di una semiautomatica, perfettamente funzionante perché trasformata in una vera e propria arma da fuoco attraverso l’innesto di una canna  in acciaio, verrà sottoposta ad esami balistici per verificare l’eventuale compatibilità con recenti fatti di sangue verificatisi in zona.

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