Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 23:43

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Bari, il tiro a segno della mala sui cartelloni stradali

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di Valentino Sgaramella

BARI - Segnali stradali crivellati da fori, tracce di proiettili esplosi da armi da fuoco. La denuncia, senza nessuna paura, viene fatta da un educatore, Raffaele Diomede, in una lettera inviata ad Antonio Decaro: «Sulla complanare in prossimità dello svincolo della tangenziale sud Caldarola uscita 14\A - si legge nella nota - nei pressi della rotatoria, un cartello stradale verticale utilizzato come vero e proprio tiro a segno dalla malavita».

«Un fenomeno che insiste da diverso tempo», dice Diomede. «Presumibilmente, considerata l’area periferica e semi nascosta dove è collocato il cartello, si tratterebbe di un vero e proprio bersaglio per l’allenamento all’utilizzo di armi da fuoco dei giovani criminali emergenti». Una sorta di artigianale tiro a segno, il poligono domestico dei giovani di mala.

Diomede prosegue: «Per quanto mi riguarda, quel cartello bucato come una groviera ci offende e rappresenta il simbolo della mafiosità e del disprezzo della nostra bella città». Rivolto al sindaco, Diomede prosegue: «Senza procrastinare ulteriormente chiedo per favore che quel cartello venga rimosso e che venga posto uno nuovo con accanto un cartello che reciti “La città Bari è contro le mafie”».

Il tema è forte. Rinvia a un dibattito acceso da sempre sul livello di infiltrazione criminale nei gangli sani della città, sull’appariscenza di certa malavita, sulla risposta sociale che non sempre sembra corrispondere alla risposta di magistratura e forze dell’ordine.

Diomede, cresciuto in una frontiera chiamata «quartiere Libertà», da sempre a contatto con la devianza minorile, ha un’idea ben precisa: «È facile presumere che questi cartelli siano utilizzati da giovani alle prime armi nel mondo della malavita». E la sua deduzione pesca dalla sua storia, dall’«esperienza personale che ho come educatore che vive da lungo tempo sul campo ossia in strada, deduco che questi cartelli sono utilizzati come bersaglio da parte di chi utilizza per la prima volta le armi. Penso che così si impari a prendere la mira, che la periferia sia una sorta di campo scuola per armi da fuoco».

I cartelli sono posizionati in zone seminascoste della città. «A volte i giovani criminali potrebbero esercitarsi in orari serali in cui certe zone non sono frequentate da gente che passeggia». Parliamo della estrema periferia sud di Bari, Japigia per intenderci. «Mi giunge voce che la stessa cosa si verifichi sulla cartellonistica stradale presente nella zona industriale. Di questi raccolgo solo voci mentre questo cartello l’ho visto personalmente e desta inquietudine», dice l’educatore.

Un cartello bucherellato e cosparso di fori che potrebbero fare riferimento a proiettili esplosi non rappresenta certo un buon biglietto da visita per chi entra in città. «Fa male vederlo», conclude Diomede.

Il Colonnello Rosario Castello, comandante provinciale dei carabinieri: «Stiamo facendo accurate ed attente verifiche in tutta la zona per capire cosa stia accadendo. C’erano in effetti dei segnali stradali danneggiati in quella zona ma la cosa risale a qualche tempo fa». Poi conclude: «stiamo cercando di capire se si tratta di fenomeni pregressi o se siano risalenti ad epoca recente».

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