Giovedì 12 Febbraio 2026 | 08:38

PopBari, assolto l'ex direttore generale De Bustis: era accusato di falsa testimonianza

PopBari, assolto l'ex direttore generale De Bustis: era accusato di falsa testimonianza

 
massimiliano scagliarini

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massimiliano scagliarini

PopBari, assolto l'ex direttore generale De Bustis: era accusato di falsa testimonianza

E oggi partono i 148 processi per la truffa ai risparmiatori

Giovedì 12 Febbraio 2026, 06:04

Le parole che Vincenzo De Bustis pronunciò durante la causa di lavoro intentata a Banca Popolare di Bari dall’ex manager Luca Sabetta non costituiscono una falsa testimonianza pur essendo obiettivamente contrastanti con ciò che lo stesso De Bustis comunicò alla Banca d’Italia. Il Tribunale di Bari (giudice Alessandro Lenoci) ieri ha dunque assolto «perché il fatto non sussiste» il banchiere romano in uno dei rivoli delle indagini che riguardano il crac dell’istituto di credito pugliese.

Sabetta, ex responsabile rischi della Popolare, era stato dapprima demansionato e poi licenziato dalla banca (nel 2016) per avere - nella sua prospettazione - provato a opporsi allo strapotere della famiglia Jacobini. De Bustis (difeso dal professor Vito Mormando) era accusato di falsa testimonianza perché nel 2019, in una udienza del processo davanti al giudice del lavoro di Bari, aveva detto che il Cro (Sabetta) «non deve occuparsi di tutte le operazioni diaggregazione con altri gruppi bancari» e non potrebbe «esprimere il veto su operazioni strategiche come acquisizioni o aggregazioni o fusioni», nonostante il regolamento della Popolare (firmato da lui stesso) prevede che il Cro deve essere consultato affinché fornisca «pareri preventivi sulla coerenza con la politica di governo dei rischi delle operazioni di maggiore rilievo ed ha potere di veto rispetto a tali operazioni». Più o meno lo stesso concetto che De Bustis aveva espresso in una nota di controdeduzioni inviata alla Banca d’Italia, in cui spiegava che al Cro sarebbe stato attribuito «anche un potere di veto su operazioni e tematiche rilevanti».

La Procura di Bari, con la pm Savina Toscani, aveva chiesto per De Bustis la condanna a un anno e sei mesi. La difesa ha sostenuto che quanto riferito da De Bustis al giudice del Lavoro corrispondeva in buona fede a ciò che il banchiere romano ricordava, riferendosi anche al fatto che - comunque - il consiglio di amministrazione della banca ha il potere di compiere qualunque operazione anche in contrasto con il parere del capo dei rischi. Nel processo era costituito parte civile lo stesso Sabetta, che è stato reintegrato dal Tribunale del lavoro a giugno 2020. A giugno dello scorso anno la Corte d’appello ha poi confermato la decisione di primo grado che ha imposto alla ex Popolare di riassegnare il dirigente a mansioni equivalenti a quelle svolte prima del licenziamento. Sabetta è anche uno dei testimoni dell’inchiesta coordinata dal procuratore Roberto Rossi con i sostituti Toscani, Federico Perrone Capano, Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio che ha portato a processo sette persone tra ex amministratori e dirigenti tra cui lo stesso De Bustis per la presunta falsificazione dei bilanci con l’obiettivo di nascondere 715 milioni di crediti marci.

Oggi, intanto, davanti al Tribunale di Bari si apre un’altra partita, quella dei 148 procedimenti per truffa nei confronti di altrettanti ex azionisti e risparmiatori della Popolare. Tra gli imputati ci sono, oltre che l’ex presidente Marco Jacobini e suo figlio Gianluca, ex vicedirettore e condirettore generale, anche De Bustis e altri ex manager.

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