Accertamenti sono in corso sulla morte di un 25enne di origine magrebine, deceduto questa mattina nel Cpr di Bari-Palese, dove era trattenuto. Stando ai primi rilievi effettuati, il decesso sarebbe riconducibile a cause naturali e sul corpo non ci sarebbero segni di violenza. Sono comunque in corso ulteriori verifiche da parte della Polizia.
Sull'episodio sono intervenute le parlamentari del Pd Rachele Scarpa e Cecilia Strada, chiedendo che «sia fatta subito chiarezza, non si può morire in custodia dello Stato».
«Apprendiamo con sgomento - dicono le due parlamentari democratiche - la notizia del decesso di un giovane trattenuto nel Cpr di Bari, che secondo le prime informazioni disponibili sarebbe avvenuto per arresto cardiaco. Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e delle verifiche in corso, chiediamo che venga accertata con rapidità e trasparenza la causa e la dinamica dei fatti e che sia fornita al più presto una ricostruzione completa di quanto accaduto. Da tempo - continuano - segnaliamo che i Cpr sono strutture in cui le condizioni di trattenimento possono determinare un grave deterioramento del benessere psicofisico delle persone, già spesso in situazione di fragilità».
«Quando una persona muore mentre è sotto custodia dello Stato, - aggiungono - non ci si può limitare ad archiviare il caso come inevitabile. Per questo chiediamo alle autorità competenti di chiarire tempestivamente la dinamica di questa ennesima morte per Cpr. È un dovere istituzionale che ogni verifica venga svolta senza ritardi e che gli esiti siano resi noti. È poi un dovere politico e morale vedere l’orrore dietro il sistema Cpr, anche oltre questo tragico caso. Saremo in prima linea - concludono - per chiedere trasparenza e per ribadire ancora una volta la necessità di chiudere per sempre questi luoghi disumani».
















