Il cantiere si allarga ed è pronto ad abbracciare l’intera strada. Ma si moltiplicano anche la rabbia e la preoccupazione di commercianti e residenti di via Argiro. Ieri i «protagonisti» di uno dei luoghi più iconici del quartiere Murat sono stati ricevuti a Palazzo di Città per un approfondito punto della situazione sulla riqualificazione della zona: un progetto finanziato da 4,5 milioni di fondi Pnrr per essere completato non oltre il prossimo 30 giugno. I lavori sono partiti lo scorso 15 settembre e versano in grave ritardo: attualmente, nessuno dei sette isolati è stato completato.
IL NUOVO ITER «L’impresa conferma il termine delle lavorazioni al 30 giugno è questo l’unico vincolo contrattuale che riguarda l’amministrazione», è la premessa dell’assessore alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi. «Il cronoprogramma è di diretta responsabilità dell’impresa: noi, però, esercitiamo un controllo costante. Non a caso, lo scorso dicembre avevamo persino paventato l’inizio del procedimento per la risoluzione contrattuale in danno. Siamo partiti con un consorzio di due imprese, ora ne risultano impegnate quattro e nei prossimi giorni dovrebbe subentrare una quinta realtà, oltre due subappaltatori, proprio per cercare il massimo sforzo al fine di ottimizzare i tempi».
Al momento le opere si concentrano sui primi quattro isolati della strada partendo dall’incrocio con corso Vittorio Emanuele, ma da lunedì prossimo si allargheranno agli altri tre fino a piazza Umberto. Entro una settimana dovrà essere completata la rimozione delle occupazioni di suolo pubblico, sebbene si valuteranno eventuali casi particolari a seconda dell’effettivo inizio dei nuovi interventi. Contestualmente, sul primo isolato si procederà alla sostituzione delle griglie e al rifacimento della pavimentazione delle fasce laterali proseguendo poi anche sul secondo isolato che entro il 20 febbraio dovrebbe essere completato nella fascia centrale con l’apposizione delle basole. La pavimentazione storica sarà così gradualmente tolta dal deposito del terzo segmento sul quale potranno entrare nel vivo i lavori. Inoltre proseguiranno gli interventi su fogna bianca e Enel nel quarto tratto. Sul quinto saranno posizionati mezzi e materiali di cantiere, sul sesto saranno avviate le prime opere, mentre la situazione del settimo sarà valutata: qualora davvero entreranno in azione altre imprese consorziate, allora si interverrà immediatamente. L’auspicio è che, operando con un basolato di nuova fornitura (più piccolo e leggero) su cinque isolati (eccetto quindi i primi due), il tasso di produzione sarà nettamente superiore.
ATTIVITA' AL COLLASSO «Gli incassi sono calati del 70%, siamo pronti a mostrare gli scontrini fiscali», afferma Vincenzo Antonacci che su via Argiro ha ben quattro attività. «Sto cercando di ruotare il mio personale per tutelare la loro occupazione, ma ho già dovuto ridurre la forza lavoro da 41 a 33 effettivi: dalla prossima settimana rischio di passare a 25, non potendo fornire garanzie a chi merita di essere pagato puntualmente». «Abbiamo calibrato la chiusura invernale sulla data dei lavori sui marciapiedi, fissata a fine gennaio», aggiunge Dario Loconsole, titolare della pizzeria Al Pescatore. «Invece gli interventi sono scalati in avanti: il rischio è doversi fermare nuovamente». «Non siamo in grado di regolarci su ordini e merce che puntualmente non riusciamo a smaltire», afferma Roberto Frezza, titolare del negozio di abbigliamento Kleid.
Il comitato di via Argiro ha presentato all’amministrazione una richiesta in otto punti: ottenere un cronoprogramma dettagliato per organizzare i flussi produttivi, dare priorità ai quattro isolati già oggetto delle lavorazioni, prevedere un massiccio impiego di forza lavoro, individuare forme di ristoro per gli esercenti danneggiati, installare griglie di copertura degli alvaretti arborei e potenziare l’illuminazione. Particolare attenzione è dedicata all’accelerazione del nuovo iter per le occupazioni di suolo pubblico. «Garantiremo l’opportunità di lavorare subito agli esercenti man mano che saranno liberati gli isolati», assicura l’assessore allo Sviluppo Locale, Pietro Petruzzelli. «Le concessioni rispetteranno spazi comodi e paramentrati alla nuova strada. Vogliamo garantire una ripartenza immediata a chi sta soffrendo».
















