Giovani esistenze spezzate. La strada si prende altre vite e sono quelle di due ragazze, giovani giovanissime. Ilaria Alfarano, aveva appena 21 anni, era una studentessa universitaria, suo padre un ingegnere della Città Metropolitana.
Rita Sanitate, di anni ne aveva 26, originaria di Conversano si era trasferita a Mola. Quando l’altra notte la sua auto è uscita fuori strada schiantandosi contro un albero, in macchina c’era anche il figlio più grande di 7 anni che è sopravvissuto ma ha visto la madre morire. Le prime settimane di questo 2026 sono disseminate di lutti. Una strage di ragazzi, quattro donne e sei maschi, una lunga scia di sangue partita la mattina dello scorso 4 gennaio su una strada parallela della ss100, che collega Triggiano a Mungivacca. Davide Capuozzo, 17 anni e Andrea Liddi, 18, insieme ad altri ragazzi stavano provando una moto sono morti nel tempo di uno schianto. Sulla dinamica dell’incidente sta indagando la Procura. Dopo di loro, il 18 gennaio, ad Altamura, sulla provinciale per Laterza è stata la volta di Cecilia, 26 anni e Antonio Bigi, 21, sorella e fratello. Era su un suv che per ragioni non chiare è uscito fuori strada. Dall’inizio dell’anno, come già detto, sono dieci le vittime sulle strade baresi e tutte di ragazzi, la più giovane, morta la sera del 19 gennaio, sulla Acquaviva-Adelfia, aveva 15 anni, si chiamava Denise Buffoni ed era in auto con il suo fidanzatino Gianvito Novielli, 18 anni, entrambi di Acquaviva. Si sono schiantati con la Volkswagen Passat guidati dal ragazzo contro un autobus di linea della Sita. Il più «vecchio» invece aveva 29 anni e si chiamava Giuseppe Vero. originario di Giovinazzo, è finito con la sua automobile contro un’altra vettura che procedeva nel senso inverso sulla Bitonto-Bari Palese.
Lo scorso anno sono state 48 le persone che hanno perso la vita nell’area metropolitana o cittadini baresi vittime di sinistri in altre province. Un bilancio pesante. Ventiquattro i giovani sotto i 32 anni, 7 i minorenni compreso un bimbo di 5 anni. Nel 2024 le morti provocate da sinistri sono state in tutto 53 (47 uomini e 6 donne). Tredici delle vittime avevano meno di 32 anni. Nel lungo e doloroso elenco del 2024 ci sono diversi utenti deboli: 16 motociclisti, 3 conducenti di monopattini elettrici, 1 ciclista e 2 pedoni. I costi dei sinistri stradali sono enormi. Il danno economico non è rappresentato da una spesa diretta sostenuta dalla società, ma è la quantificazione economica degli oneri che, a diverso titolo , gravano a seguito delle conseguenze causate da una disgrazia.
Uno studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad esempio, quantifica il costo sociale medio di un incidente mortale in circa 1,6 milioni di euro, con un valore stimato per singola vittima di 1,5 milioni di euro. Tali costi includono la perdita di capacità produttiva, i danni morali e i costi sanitari.









