Pavimentazione saltata, avvallamenti, asfalto a «tartaruga» e superfici irregolari nel cuore della città. Un pericolo per passanti, amanti della bicicletta e motociclisti. Questa è la fotografia dell’incrocio tra via Calefati e via Sparano, finita agli onori della cronaca per una denuncia di Sos città, ma è così dappertutto. «È inaccettabile - dice Danilo Cancellaro, presidente di Soc città - che un’area così centrale e strategica venga lasciata in queste condizioni, senza interventi tempestivi e risolutivi. Non si tratta solo di una questione estetica, ma di sicurezza pubblica e di rispetto verso la città e chi la vive quotidianamente». Secondo Cancellaro, la situazione è il risultato di una carenza di programmazione e controllo nella manutenzione urbana. «La mancanza di interventi adeguati si traduce non solo in un danno all’immagine della città, ma in un pericolo costante per i pedoni, soprattutto in un contesto di pregio come questo», aggiunge.
«In questi casi, il responsabile è il direttore dei lavori – commenta Giuseppe Carrieri, consigliere comunale di passaggio proprio in via Calefati – È un tecnico scelto dalla stazione appaltante, in questo caso il Comune di Bari, delegato a controllare e verificare che i lavori vengano eseguiti a regola d’arte, per poi comunicare all’amministrazione di procedere al pagamento dell’impresa».
«L’ultima volta che abbiamo segnalato il problema di questo incrocio risale a due mesi fa – rivela la dipendente di un noto brand di abbigliamento – Ma da allora non è seguito nessun intervento». Anche Mino D’Alonzo, titolare del Jérôme Cafè, dice la sua: «A quell’incrocio le persone cadono, si fanno male, e noi non possiamo fare altro che offrire loro acqua per farli riprendere. Sono convinto che vadano a denunciare la caduta subito dopo».
«Sono a Bari da due anni, vivevo a Calusco D’Adda nel Bergamasco – riferisce Donatella, insegnante – Faccio spesso questa strada a piedi per raggiungere il lungomare. Guardo il mare e mi incanto, ma poi vedo lo stato delle strade, degli scivoli per i disabili, e mi chiedo cosa impedisca all’amministrazione di intervenire».
Maria allarga lo sguardo. Abitando in centro, preferisce muoversi per lavoro con i mezzi pubblici o in scooter a causa delle note difficoltà di parcheggio: «Percorro via Calefati quasi tutti i giorni – racconta – Ho rimesso in funzione il motorino da cinque mesi e quando lo lascio in garage, dopo una giornata di lavoro, ringrazio il Signore d’essere tornata a casa sulle mie gambe. Quell’incrocio è terribile, ma lo è tutta la strada sino al Tribunale e mi chiedo sempre: “Sindaco e assessore ai Lavori pubblici girano mai in scooter o in bicicletta in città?”». Maria è un fiume in piena. Cita il manto stradale a «tartaruga» di corso della Carboneria nel tratto che precede quello asfaltato di recente. Mostra le foto, che aveva intenzione di inviare al Comune, dei solchi profondi all’inizio di viale Ennio, in prossimità del primo semaforo, dei tombini di tanti centimetri al di sotto del livello regolamentare e delle buche in viale Salandra. «Se ci arrivi in corsa, e 30 km orari sono già tanti se sei in motorino, si ha presente quanto male ci si può fare cadendo su questi dislivelli?», aggiunge.
Come lei anche Francesco, in sella al suo scooter fermo all’ultimo semaforo di via Quintino Sella, denuncia «problemi in ogni angolo della città» e si ferma a parlare dell’asfalto «inesistente nel sottovia» lì vicino. Luogo dove cadde scivolando a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia. Infine Maria, dentista, ricorda quando anni fa si fratturò il polso della mano sinistra cadendo in via Sparano a causa di una mattonella sconnessa e fu costretta a chiudere lo studio per oltre un mese.
I disabili hanno preferito non commentare la situazione in cui versano le strade e gli scivoli. «Si dovrebbe fare un giro in carrozzina per capire», commenta laconico Beppe. «Ancora più a rischio – aggiunge il suo accompagnatore - gli ipovedenti: i percorsi loro dedicati sembrano campi di battaglia».
«Chi amministra ha il dovere di garantire decoro, sicurezza e dignità agli spazi pubblici», aggiungono da Sos Città tornando al problema di via Calefati; annunciando che l’associazione continuerà a monitorare e segnalare situazioni di degrado urbano, «nell’interesse esclusivo dei cittadini e della città».
















