Giovedì 26 Febbraio 2026 | 14:01

Bari, un 13enne affetto da diabete trattato con un farmaco innovativo: è la prima volta al Sud

Bari, un 13enne affetto da diabete trattato con un farmaco innovativo: è la prima volta al Sud

Bari, un 13enne affetto da diabete trattato con un farmaco innovativo: è la prima volta al Sud

 
Redazione online

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Bari, un 13enne affetto da diabete trattato con un farmaco innovativo: è la prima volta al Sud

Il teplizumab è in grado di rallentare la progressione della malattia prima della comparsa dei sintomi: è la prima volta che viene somministrato a un paziente pediatrico

Giovedì 26 Febbraio 2026, 11:33

Per la prima volta nel Sud Italia un paziente pediatrico affetto da diabete di tipo 1 in fase preclinica è stato trattato con teplizumab, un farmaco innovativo in grado di rallentare la progressione della malattia prima della comparsa dei sintomi. Il trattamento è stato eseguito presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari e ha avuto esito positivo.

Il caso è stato seguito da un team multidisciplinare dell’Unità Operativa di Malattie Metaboliche, che ha accompagnato il paziente in tutte le fasi del percorso, dalla selezione clinica alla somministrazione del farmaco fino al follow-up. 

Il paziente, un ragazzo di 13 anni, è stato sottoposto a screening per il diabete di tipo 1 dopo l’accesso all’ambulatorio di Diabetologia del reparto di Malattie Metaboliche, a seguito di un riscontro occasionale di valori di emoglobina glicata ai limiti della norma. Gli accertamenti hanno documentato la positività ad alto titolo di tre autoanticorpi pancreatici, confermata da controlli ripetuti presso il Laboratorio di Autoimmunologia del Policlinico, indicativa di un elevato rischio di progressione verso la forma clinicamente manifesta della malattia.

Il percorso ha previsto una valutazione integrata di tipo diabetologico, psicologico, nutrizionale e infermieristico, l’acquisizione di un consenso informato esteso e specifico e il coordinamento interno al Giovanni XXIII con il Laboratorio di Patologia Clinica, la Psicologia e la Farmacia Ospedaliera per la corretta definizione e attuazione dell’iter terapeutico.

Il bambino è stato sottoposto a un ciclo di somministrazione endovenosa di teplizumab della durata di 14 giorni, effettuato tra ricovero ordinario e day hospital presso il reparto di Malattie Metaboliche. Il trattamento è stato possibile grazie a un programma di accesso controllato a terapie innovative prima della loro piena disponibilità clinica, previa autorizzazione del Comitato Etico competente.

“Per anni abbiamo potuto solo osservare l’evoluzione del diabete di tipo 1 fino alla necessità della terapia insulinica – spiega la dottoressa Elvira Piccinno – oggi, grazie a terapie innovative come il teplizumab, possiamo guadagnare tempo prezioso, offrendo ai bambini e alle loro famiglie anni di vita senza la malattia clinicamente manifesta”.

La somministrazione del farmaco è stata ben tollerata, senza eventi avversi significativi. L’intero percorso è stato accompagnato da un attento monitoraggio clinico, laboratoristico e immunologico, oltre a un costante supporto psicologico al bambino e alla sua famiglia.

“A distanza di quattro mesi dalla conclusione del trattamento – aggiunge la dottoressa Piccinno – i controlli clinici hanno evidenziato un quadro estremamente incoraggiante: normoglicemia stabile, assenza di necessità di terapia insulinica, riduzione del titolo degli autoanticorpi pancreatici e mantenimento della funzione beta-cellulare con produzione endogena di insulina. Dati che indicano una stabilizzazione del processo autoimmune e un rallentamento della progressione verso il diabete clinicamente manifesto”.

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