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In Puglia e Basilicata

L'inchiesta

Bari: dentisti con doppia contabilità, evasione fiscale in un solo click

Bari: dentisti con doppia contabilità, evasione fiscale in un solo click

Accertamenti della Finanza. Il software consentiva di selezionare la modalità «incassi in nero». Nel mirino 25 professionisti del capoluogo e della provincia oltre all’ingegnere che aveva ideato il programma «Suite Medical Gold»

17 Agosto 2022

Isabella Maselli

BARI - Ancora sei mesi di indagini per smascherare i dentisti evasori fiscali della provincia di Bari. In 25 sono finiti nel mirino della Guardia di finanza e, con loro, l’ingegnere informatico che avrebbe messo a punto e fornito il software con il quale i professionisti sarebbero riusciti a nascondere la contabilità in nero delle loro attività.

Su questo presunto raggiro fiscale i finanzieri, coordinati dalla pm della Procura di Bari Luisiana Di Vittorio, hanno avviato verifiche da tempo e ora la Procura ha chiesto e ottenuto dalla gip Paola Angela De Santis una proroga di ulteriori sei mesi per concludere gli accertamenti e stabilire se i sospetti su quei 25 medici odontoiatri siano fondati e, in tal caso, se lo siano per tutti. L’avviso di proroga delle indagini preliminari è stato quindi notificato a 26 persone, l’ingegnere e i 25 dentisti, la gran parte di Bari e gli altri della provincia, da Gravina a Polignano, passando per Altamura, Gioia del Colle, Alberobello, Noci, Conversano, Rutigliano, Noicattaro e Bitonto.

Nel fascicolo è ipotizzato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante artifici, l’articolo 3 del decreto legislativo 74/2000, punito con una pena che va da 3 a 8 anni di reclusione. La dichiarazione fraudolenta fa riferimento alla ipotesi investigativa che i professionisti, fino al luglio 2021, abbiamo dichiarato al fisco cifre inferiori a quelle effettivamente guadagnate, offrendo prestazioni specialistiche e ottenendo in cambio pagamenti non fatturati. Per tenere sotto controllo le loro effettive entrate, però, avrebbero tenuto una contabilità parallela, quella relativa appunto ai compensi intascati in nero. Un «artificio» reso possibile – ritiene la guardia di finanza – proprio grazie al software Suite Medical Gold, poi diventato Suite Medical Cloud, fornito a decine di professionisti, e non da tutti evidentemente utilizzato per scopi illeciti, dall’ingegnere informatico di Paolo del Colle Tommaso Carbone, il quale risponde del raggiro fiscale in concorso con i dentisti.

L’inchiesta è formalmente partita nel luglio 2021, poco più di un anno fa, con l’iscrizione nel registro degli indagati, anche se gli accertamenti erano già iniziati da tempo, dopo una verifica fiscale fatta dai finanzieri nei confronti di un medico che avrebbe omesso di versare all’Erario una parte delle tasse dovute. Così gli investigatori sono risaliti al software e di lì hanno ricostruito la rete dei professionisti ai quali quel programma era stato fornito. Nei mesi scorsi la Gdf, su delega della Procura, ha fatto una serie di perquisizioni negli studi professionali e poi la pm ha incaricato un consulente informatico di analizzare i supporti sequestrati: hard disk, pen drive, memorie esterne. L’obiettivo dell’inchiesta è capire se e chi abbia sfruttato le potenzialità del programma informatico per «mascherare» dietro un click la contabilità da non dichiarare al fisco.

La proroga delle indagini servirà non soltanto per concludere gli accertamenti tecnici ma anche per raccogliere le testimonianze di centinaia di clienti, che i finanzieri stanno convocando e sentendo in queste settimane. 

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