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Bari, «Io derubato dell’auto al concerto di Vasco»

Bari, «Io derubato dell’auto al concerto di Vasco»

Denunciati più di venti furti. Una banda in azione. l fan del Komandante. «Venivamo da fuori Bari, ma non c’erano parcheggi a sufficienza. Pessima l’organizzazione»

25 Giugno 2022

Maria Grazia Rongo

BARI - Una serata di festa che si trasforma in una notte di rabbia e di angoscia. È quello che è accaduto a una ventina di fan di Vasco Rossi che mercoledì scorso erano tra i sessantamila allo stadio San Nicola, e che alla fine del concerto hanno avuto la brutta sorpresa di non trovare più la propria auto.

Il racconto di uno di loro, Roberto Convertino, giovane ingegnere residente a Massafra, in provincia di Taranto, che era venuto a Bari in compagnia di sua moglie, a bordo della macchina di famiglia, è amaro. «Quando siamo arrivati al San Nicola i parcheggi erano praticamente esauriti, non si poteva accedere in alcun modo con l’auto nel perimetro dei parcheggi dello stadio, quindi siamo stati costretti a lasciare la macchina su uno dei vialoni che costeggiano lo stadio, comunque una strada molto trafficata».

E questo è il punto di partenza secondo il racconto di Convertino: «L’assoluta inadeguatezza dell’organizzazione per un evento di tale portata. Era necessario prevedere dei parcheggi che potessero contenere i mezzi della folla che è arrivata lì. Sicuramente a pagamento, con dei servizi di navetta, anche lontani dallo stadio, come avviene in tutte le altre città dove si organizzano grandi concerti. Invece siamo stati costretti a parcheggiare lungo le strade e di fatto la mia macchina, dopo cinque minuti dal momento in cui l’abbiamo lasciata, è stata intercettata da una banda di ladri professionisti, nota alle forze dell’ordine, stando a quanto gli stessi poliziotti mi hanno detto durante la mia denuncia».

Le nuove tecnologie hanno aiutato lo sfortunato fan di Vasco a capire subito cosa fosse successo al suo veicolo. «Quando ho visto che la mia macchina non era più dove l’avevo lasciata, ho contattato la sala controllo del mio satellitare e mi hanno detto che dopo cinque minuti dal momento del parcheggio la mia auto era di nuovo in marcia quindi era stata già rubata. Le forze dell’ordine sanno che c’è questa banda organizzatissima che si avvale di una strumentazione molto sofisticata, una strumentazione militare che si chiama “Jammer”, con la quale codificano il segnale della centralina e quanto più la macchina è di ultima generazione tanto più per loro è semplice portarla via. Come se avessero una chiave in loro possesso, intercettano l’auto e la portano via».

La polizia stradale è stata contattata subito dal nostro malcapitato e la risposta è stata: «Mettetevi in coda perché qui ci sono già diverse segnalazioni di furti. Fate la denuncia nel vostro paese. Abbiamo quindi contattato i carabinieri e poi la Digos di Bari e ci hanno detto che durante la serata, per le segnalazioni ricevute fino a quel momento c’erano stati ben 22 furti, e poi c’erano tantissimi veicoli aperti, con i volanti divelti, con i passeggeri che quindi sono rimasti a terra e sono stati costretti a chiamare il carro attrezzi. Intorno alla mia praticamente tutte le macchine erano state aperte, macchine un po’ più vecchiotte che sono servite per i pezzi di ricambio».

Rimanere a piedi nel cuore della notte, a ottanta chilometri da casa propria, con ancora nelle orecchie parole e musica del proprio beniamino, è sicuramente un evento traumatico, che induce chi l’ha vissuto a dire, purtroppo: «Non tornerò mai più per un concerto a Bari».

«Siamo stati costretti a farci venire a prendere da mio suocero e siamo arrivati a casa praticamente all’alba – conclude Convertino -. Non c’erano controlli in giro, quando siamo arrivati non abbiamo visto polizia né altri che potessero presidiare la zona, quindi è stato semplice per i ladri, perché non sarebbero stati disturbati di nessuno fino alla fine del concerto. Forse non siamo ancora pronti a organizzare eventi di tale portata».
La «denuncia» è stata postata anche nei commenti al post del sindaco Decaro, che salutava Vasco, tra quelle anche di chi ha lamentato l’inadeguatezza del servizio navetta dal centro cittadino allo stadio San Nicola. 

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