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I dati

Lo slalom della spesa: qualità o prezzi bassi? L'analisi nel Barese

Lo slalom della spesa: qualità o prezzi bassi?

La necessità di mediare tra rincari e alimentazione sana. Secondo Coldiretti la Puglia è tra le regioni dove i prezzi alti stanno pesando di più sui consumatori

05 Aprile 2022

Rita Schena

«Sinceramente una analisi dettagliata di quanto i rincari pesino sul budget familiare per la spesa alimentare non l'ho fatta, ma mi riservo di fare i conti a breve. Sicuramente posso dire che il rialzo dei prezzi si sente e si vede, sia a fine mese, sia mentre si fa la spesa quotidiana. Il litro di latte che compro sempre è passato in pochi mesi da un euro e 19 centesimi a un euro e 59 centesimi. Un aumento di 40 centesimi, stiamo parlando del 30% in più rispetto al costo iniziale. Il pacco di biscotti che prima pagavo un euro, ora è un euro e 10. E sono solo due esempi». Margherita si aggira tra gli scaffali del supermercato, il passo veloce di chi ha fretta. «Siamo in tre adulti a casa, cerchiamo di mangiare bene, sano, e anche questo pesa sui costi. Prendiamo le uova. Una confezione da sei le pago quasi tre euro, mediamente un euro in più rispetto ad altre marche, ma è una scelta. Si tratta di una produzione a chilometro zero e sostenibile, perché è una azienda di Ostuni e che alleva galline a terra. Sono cose che si pagano. Ho comprato le uova fresche anche a 70 centesimi l’una direttamente dall’allevatore. Se posso lo faccio».

Secondo dati Coldiretti la Puglia è tra le regioni dove i prezzi alti stanno pesando di più nelle tasche dei consumatori, i rincari in percentuali più alte sono per il burro (con +134%) e la passata di pomodoro (+42%). «La salsa di pomodoro e l'olio sono di quelle spese che in famiglia facciamo ad inizio di stagione – spiega Margherita -. Ci rivolgiamo direttamente a produttori locali. Anche in questo caso, forse si spende un po' di più, ma mi viene garantita la qualità e una produzione fatta senza sfruttamento di manodopera. Quando mi è possibile cerco di comprare in maniera etica e sostenibile. Non sempre è possibile. Il mio lavoro mi impegna fino a sera e questo influisce quando io o mio marito veniamo a far la spesa: preferiamo prodotti che necessitano di poca cottura o già parzialmente preparati. Prendiamo questi pezzi di carne, costano a 13,90 centesimi al chilo, ma so che per cucinarli ci metterei del tempo. Verrebbero buonissimi come ragù, ma chi ha tempo di seguire cotture così lunghe? E allora sono costretta a ripiegare su un hamburger che costa 14,40 euro al chilo. Il prezzo è più alto, ma in cinque minuti posso garantire un secondo piatto. Stesso discorso è per i legumi: in famiglia ci piacciono molto, ma o li cucino la domenica per il giorno dopo, o lascio che li cucini mia madre. In alternativa ripiego su quelli già cotti in barattolo. Questa confezione da 350 grammi già preparati costa in offerta 0,70 centesimi, se comprassi il legume secco e da cucinare spenderei sicuramente meno e otterrei un cibo sicuramente più sano, ma il tempo per farlo chi me lo dà?».

Ecco allora che la spesa diventa uno slalom tra offerte speciali, prodotti di qualità e necessità di mediare tra tempi sempre più scarsi e una alimentazione sana. «Stesso discorso per il pesce, compro i tranci di salmone o pesce spada, invece del pesce azzurro che ha necessità di tempi più lunghi per essere pulito e preparato, rispetto al trancio che bastano 5 minuti su una piastra. E nei costi complessivi pesa anche il tempo che si ha a disposizione per la spesa alimentare – spiega Margherita -. Io prediligo il supermercato: vengo so che posso trovare tutto quello che mi serve e il mezz'ora sono già di ritorno a casa. Se avessi più tempo potrei selezionare il negozio singolo, per quel prodotto in offerta o con il prezzo più basso. Non mi posso permettere questo lusso. Poi c'è la spesa che faccio direttamente dal produttore. Verdure, uova, latticini, olio, salsa di pomodoro, fino ad un anno fa magari spendevo di più rispetto al prodotto del supermercato, ma lo preferivo per la qualità. Oggi mi rendo conto che ha dei costi più bassi rispetto ai prodotti acquistati nella grande distribuzione. Per questo appena posso faccio scorte. Immagino che comprando dal produttore i prezzi di filiera non si moltiplicano e di conseguenza io, consumatore, ne ho un vantaggio economico, oltre che di qualità. Però è un sistema che mi obbliga a stare un po' più davanti ai fornelli. Quando posso lo faccio, ma non sempre mi è possibile».

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