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In Puglia e Basilicata

Agricoltura

Sud Est Barese, ora è allarme Xylella: scatta la corsa alla difesa degli ulivi

xylella

L’osservatorio regionale detta le regole contro la «sputacchina». Agli agricoltori viene imposto un obbligo che è a tutti gli effetti un servizio pubblico di protezione del territorio

03 Aprile 2022

Antonio Galizia

È corsa contro il tempo, nelle città del Sud Est Barese inserite nell’area di contenimento, per rallentare la diffusione della Xylella Fastidiosa (il parassita che sta infestando gli ulivi nel Salento e, ora, anche nel barese). Nelle zone fino a 200 metri di altitudine le lavorazioni superficiali (arature) dovranno essere svolte entro il 10 aprile, nelle zone tra da 200 a 500 metri di altitudine dal 15 aprile al 15 maggio. Ne dà notizia, ai Comuni interessati e alle organizzazioni agricole, l’Osservatorio anti-xylella della Regione Puglia.

Nella lotta all’insetto vettore, la «sputacchina», per arrestare l’avanzata della Xylella fastidiosa è previsto anche un contributo per i costi sostenuti dagli agricoltori per le pratiche di prevenzione, perché svolgono un servizio pubblico di tutela del patrimonio olivicolo pugliese e italiano. Agli agricoltori viene imposto un obbligo che è a tutti gli effetti un servizio pubblico di protezione del territorio, da un pericolosissimo agente da quarantena. I proprietari ed i conduttori di terreni agricoli (privati cittadini e gli enti pubblici proprietari e gestori delle superfici non coltivate, delle aree a verde pubblico, bordi delle strade, canali, superfici demaniali) sono tuttavia tenuti ad effettuare interventi di lavorazione delle aree. Chi violerà le disposizioni, trasformate dai sindaci in ordinanze, rischia sanzioni tra mille e seimila euro. Tra le altre pratiche obbligatorie, è prevista la potatura delle piante che deve essere eseguita entro il termine del periodo primaverile e comunque prima di effettuare i trattamenti fitosanitari.

L’Osservatorio fa sapere anche che bisogna eseguire l’aratura sulle superfici coltivate, in modo da interrare completamente le erbe infestanti. L’obiettivo è di fermare la diffusione del batterio Xylella, agendo sulla circolazione del vettore dell’infezione, la «sputacchina», che vive sulle erbe spontanee. In questa direzione, verranno avviati gli interventi anti-Xylella nei comuni, con particolare attenzione alla manutenzione del verde nelle aree incolte. «Va attivato un pressing su tutti gli enti pubblici, perché le pratiche fitosanitarie obbligatorie – incalza Coldiretti Puglia - devono essere eseguite da tutti i proprietari e conduttori di terreni agricoli e dai proprietari e gestori privati o pubblici, compresi i comuni, delle superfici agricole non coltivate, aree a verde pubblico, bordi delle strade, canali, superfici demaniali. Serve l’impegno di tutti gli enti pubblici e degli hobbisti che hanno anche la possibilità di avvalersi della Legge di Orientamento per affidare le lavorazioni alle imprese agricole che hanno mezzi e conoscenze del territorio tali, da agire tempestivamente e efficacemente sul territorio».

L’obbligo delle lavorazioni superficiali dei terreni riguarda, in particolare «l’intero agro dei comuni ricadenti nelle aree delimitate di Monopoli, Polignano, Alberobello e quelle confinanti di Locorotondo, Castellana e Conversano; l’intero agro di Casamassima, Cellamare, Gioia del Colle, Mola di Bari, Noicattaro, Rutigliano, Sammichele di Bari, Turi. L’intervento è fortemente consigliato nel restante territorio provinciale».

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